Casiraghi: «La mia favorita? L’Argentina»

L’Italia ha vinto due bronzi e un solo oro, nel calcio, alle Olimpiadi. 1936, a cavallo tra i primi due Mondiali azzurri. Già la finale, a Pechino, sarebbe un grande traguardo, perché Brasile e pure Argentina sembrano fuori portata. Casiraghi può ripetere il terzo posto di Atene 2004, con Claudio Gentile in panchina e Gilardino bomber, nel miglior momento della carriera. Unico fuoriquota è Tommaso Rocchi, centravanti di 31 anni: molto continuo ma non super, incapace ad esempio di qualificare la Lazio agli ottavi di Champions League della scorsa stagione. Giuseppe Rossi è un attaccante di livello internazionale, che Lippi considererà per la sua seconda nazionale, Giovinco il fantasista che può cambiare le partite ma anche un lusso, tant’è che Gigi Cagni all’Empoli lo utilizzava solo nei finali di partita.
Casiraghi ha ottenuto il pass olimpico ai rigori contro il Portogallo, come Donadoni all’Europeo si gioca il posto. Se arriva in semifinale resta, si dovesse fermare prima potrebbe essere avvicendato. Il suo staff è buono, con il tutor Gianfranco Zola, il collaboratore Antonio Rocca e il preparatore dei portieri Luciano Castellini, «giaguaro» dell’ultimo scudetto torinista. Ora il modello azzurro si chiama Spagna. «All’Europeo dei grandi - sostiene Casiraghi, 39 anni e 10 operazioni che hanno chiuso a soli 31 la sua carriera -, ha messo insieme qualità e organizzazione di gioco, esprimendo al massimo il concetto di squadra. Noi siamo la nazionale del futuro, e l’oro è un sogno possibile». A Coverciano, prima della partenza, Marcello Lippi era andato a salutare gli azzurrini. «Ci ha fatto molto piacere e caricato, verso una grandissima esperienza di vita, anche per me». Il Brasile non ha mai vinto il titolo a cinque cerchi, l’Argentina è campione in carica e favorita per il ct azzurrino. «Ha un attacco stellare, con Aguero e Messi, Riquelme e Mascherano a centrocampo. Spero che la stella sia Montolivo, oppure Rocchi, che si è integrato benissimo. Mi preoccupa la ristrettezza della rosa, con appena 18 elementi per tutte le squadre».
Giovedì il debutto a Qinhuangdao, contro l’Honduras. Teoricamente una passeggiata, come l’intero girone, con Corea del Sud e Camerun, anche se gli africani, molto fisici, sono sempre rognosi. Fondamentale passare per primi per evitare di trovare il Brasile, nei quarti. Meglio la seconda del girone C, Cina o Belgio, magari fosse la Nuova Zelanda.