Caso Abu Omar, riprende il processo

Il giudice monocratico: "Ritengo che possa essere rimosso il
provvedimento di sospensione del processo". La
sospensione non è più prioritaria essendo ormai trascorso quasi
un anno dall’apertura del procedimento

Milano - Riprende il processo sul sequestro dell'imam Abu Omar. "Ritengo che possa essere rimosso il provvedimento di sospensione del processo": questa l’ordinanza letta in aula dal giudice della quarta sezione del tribunale di Milano, Oscar Magi, che doveva decidere sulla sospensione del processo ai 35 imputati, tra cui Nicolò Pollari, per il sequestro di Abu Omar.

La decisione del giudice monocratico Con una decisione a sorpresa il giudice monocratico del tribunale di Milano, Oscar Magi, ha revocato la decisione di sospendere il processo per il sequestro di Abu Omar disposta il 18 giugno scorso e reiterata il 21 ottobre scorso in attesa della decisione della Corte Costituzionale sui conflitti di attribuzione in merito al segreto di Stato sollevati sia dal governo Prodi sia dalla Procura di Milano. Per il giudice Magi il criterio dell’opportunità della sospensione non è più prioritario essendo ormai trascorso quasi un anno dall’apertura del procedimento. Il giudice spiega di aver fatto la sua scelta nel rispetto del principio della ragionevole durata del processo. Nell’ordinanza si spiega anche che davanti alla Consulta recentemente c’era stato un rinvio dell’udienza in presenza dell’ipotesi di un’assoluzione concordata del conflitto di attribuzione. Secondo il giudice la riapertura del processo e lo svolgimento dell’istruttoria dibattimentale a questo punto non sembra pregiudicare l’esito del conflitto. Il giudice prende atto dell’iniziativa dei Pm di espungere dagli atti del dibattimento documenti coperti da omissis e ne ordina la restituzione allo stesso ufficio della Procura.

La sospensione del processo La sospensione del processo era stata richiesta dalle difese per attendere la sentenza della Corte Costituzionale che doveva esprimersi sul conflitto di attribuzione tra governo e procura relativo ad alcuni documenti oggetto di prova nel processo su cui il governo ha posto il segreto di Stato. Lo stesso giudice Magi, tuttavia, chiarisce che il provvedimento di sospensione ora revocato potrà essere sempre riemanato in caso di una decisione della Corte Costituzionale. 

Ragione alla procura Il giudice Magi, davanti al quale è in corso il processo a carico di 35 persone, tra cui l’ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari e 26 agenti Cia, ha sostanzialmente accolto le argomentazioni della procura di Milano. Quest’ultima chiedeva la revoca delle precedenti ordinanze con cui il giudice aveva sospeso il processo in attesa della definizione del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato sollevato dal governo Prodi contro la magistratura milanese per presunte violazioni delle norme riguardanti il segreto di Stato. Il giudice ha disposto anche che siano espunti dal fascicolo del dibattimento alcuni dei documenti sequestrati nel luglio del 2006 nell’ufficio di via Nazionale 230, nella disponibilità dell’ex funzionario del Sismi Pio Pompa. Documenti che, secondo l’avvocatura dello Stato, sarebbero stati coperti da segreto di Stato. La procura di Milano si era detta disposta a non utilizzare quei documenti sostituendoli con altri, inviati dallo stesso Servizio segreto militare, coperti da omissis. Il processo è ricominciato con la discussioni delle eccezioni preliminari.