Il caso Un’altra nomina discussa

Un tassello alla volta. Il sindaco Giuliano Pisapia prosegue la sua occupazione dei posti che contano. Un’operazione scientifica che alla faccia del vento che cambia assomiglia terribilmente alla più classica lottizzazione. Il cui ultimo beneficiario è Luca Beltrami Gadola a cui Pisapia ha ieri assegnato il posto in quota al Comune nel consiglio di amministrazione dell’Aler, l’Azienda lombarda edilizia residenziale presieduta da Loris Zaffra. A uscire l’ex consigliere del Pdl a Palazzo Marino Francesco Triscari Binoni. Un avvicendamento largamente anticipato da Paolo Limonta, uno dei più stretti collaboratori di Pisapia. «Certo - aveva detto Limonta - l’Aler non è particolarmente in sintonia con il nostro vento, ma la dirigenza è nominata dalla regione e non dal Comune e, quindi, per “spazzarla via” dovremo vincere anche le elezioni regionali». Chiaro che il tema che scotta è quello delle occupazioni abusive degli alloggi popolari. E, di conseguenza, degli sgomberi su cui Pisapia e i suoi in campagna elettorale hanno fatto ben più di qualche promessa. Ora gli inquilini aspettano i fatti. Con il Comitato abitanti di san Siro che ha già indetto una manifestazione per il 30 ottobre dopo aver «ottenuto il blocco degli sgomberi». Il clima è teso. E per ammorbidirlo niente di meglio che piazzare un proprio uomo nel cuore del problema.
Nella biografia ufficiale, di sé Beltrami Gadola dice di aver «lasciato la facoltà d'Architettura del Politecnico nel 1962 per collaborare con mio nonno Ambrogio Gadola alla conduzione dell’impresa di famiglia, l’Impresa Gadola». Abbandono che non gli ha impedito oggi di avere un incarico come docente alla facoltà di Architettura alla Bovisa. E un ruolo da editorialista alla Repubblica da dove non ha risparmiato colpi di maglio alle scelte urbanistiche della giunta Moratti. Per poi passare ad affiancare Pisapia in campagna elettorale. «Beltrami Gadola - attacca il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli - è un esplicito sostenitore di Pisapia e ora è stato premiato con un posto all’Aler». Critico anche Giulio Gallera. «Altro che meritocrazia. Da Milano ristorazione all’Aler, Pisapia dimostra che per avere un posto bisogna essere suoi supporter. E a far carriera sono quelli che hanno sparato contro il Pgt e la giunta Moratti».