Il caso arriva in tv, è polemica Il padre Alain: chiedo rispetto

Giallo sull’invito rivolto da «Porta a Porta» al papà di Lapo Elkann. Vespa: «Siamo stati fraintesi»

da Roma

È scontro tra Alain Elkann e Bruno Vespa, anche se alla fine i due hanno cercato di chiarirsi. «Mi hanno telefonato per chiedermi di andare a parlare di questa vicenda nella trasmissione. Mi vergogno di essere italiano», ha dichiarato Alain Elkann subito dopo una telefonata ricevuta dalla segreteria di redazione di Porta a Porta, che ieri sera è andato in onda proprio sulla vicenda del ricovero in clinica per overdose da cocaina del figlio, Lapo Elkann.
«Un atto di cortesia mal interpretato», così ha risposto Bruno Vespa alle affermazioni di Alain Elkann, ospite frequente alle puntate del talk show dedicate a problemi di costume.
Il conduttore televisivo ha fornito la sua versione: «A nome della redazione di Porta a Porta Antonella Martinelli ha telefonato ad Alain Elkann facendo gli auguri per un pronto ristabilimento di Lapo. Visto che avevamo in preparazione una trasmissione, ha chiesto se lui voleva fare una dichiarazione e se aveva persone amiche del figlio che volessero partecipare alla trasmissione. Se uno volesse speculare su una situazione - aggiunge Vespa - non chiamerebbe il padre della persona interessata».
Le dichiarazioni di Vespa hanno prodotto l’effetto desiderato. Alain Elkann ha infatti cambiato tono, spiegando ai giornalisti che non sarebbe comunque andato da Vespa. «Nessun genitore l’avrebbe fatto. Spero comunque che nella trasmissione ci sia il rispetto dovuto per un padre di famiglia per quanto accaduto». Ed ha aggiunto: «Vespa è un amico e un ottimo professionista, ha sempre avuto tutta la mia stima. Gli auguro di fare un ottimo lavoro. Sono sicuro che lo farà, egregiamente e con senso etico. Anche lui è padre e può capire».
Un appello affinchè la Rai «fermi la gogna mediatica che si sta scatenando in queste ore attorno ad un giovane e alla sua famiglia», è stato lanciato da un gruppo di deputati dell’Unione. Giorgio Merlo della Margherita, Valerio Calzolaio dei Ds, Gianfranco Pagliarulo dei Comunisti italiani e Gerardo Labellarte dello Sdi hanno chiesto infatti che «di fronte alla vicenda di Lapo Elkann ci sia da parte dei mezzi di comunicazione un surplus di discrezione».
E rivolti alla Rai, hanno invitato i dirigenti a stoppare «la rincorsa allo scoop, che lungi da approfondimenti vuole inseguire solo aspetti morbosi o pettegoli». E nello specifico della vicenda: «A tutti i giovani succede di sbagliare e per i giovani che ricoprono posti di responsabilità l’errore è ancora più grave e censurabile. Ma questo non giustifica la gogna mediatica».