Il caso arriva al vertice della Bce Spagnoli e olandesi: ora sanzioni

Pressing dei Paesi interessati alle Opa di Bnl e Antonveneta per ottenere misure contro l’Italia

da Roma

Il «caso-Fazio» non è ufficialmente all’ordine del giorno ma potrebbe essere un elemento di discussione nella riunione della Bce di oggi. I banchieri non saranno fisicamente presenti a Francoforte, poiché l’appuntamento è in teleconferenza e il principale tema in agenda è la discussione sui tassi di interesse, ma è possibile che qualcuno dei partecipanti sollevi il problema. Francoforte mantiene uno stretto riserbo e non rompe il muro del silenzio ma la vicenda Antonveneta e il coinvolgimento del governatore avrebbero suscitato perplessità negli altri banchieri centrali. L’indicazione di massima è, comunque, che la soluzione venga trovata in Italia.
Lente puntata sulle vicende di Palazzo Koch anche a Bruxelles. Secondo il Financial Times alcuni membri della Commissione europea avrebbero ricevuto le sollecitazioni e le lamentele di banchieri olandesi e spagnoli che avrebbero parlato di un «atteggiamento protezionista» della Banca d’Italia. A Bruxelles, però, sono tutti consapevoli che avviare un’iniziativa legale sulla vicenda non produrrebbe alcun risultato, se non in tempi estremamente lunghi. L’uomo che potrebbe accendere il motore legale è Charlie McCreevy, commissario Ue al mercato interno. Il funzionario irlandese potrebbe portare l’Italia davanti alla Corte di Giustizia per violazione degli obblighi derivanti dall’adesione al trattato. Altro teorico attore protagonista potrebbe essere Neelie Kroes, commissario alla Concorrenza, che può bloccare fusioni e take over dentro l’Unione. Ma la Kroes il mese scorso decise di abbandonare la sua indagine antitrust sulle vicende italiane non avendo trovato elementi per accusare la Banca d’Italia di aver illegalmente ostruito i tentativi di scalata di Abn Amro e del Banco di Bilbao e viene ritenuto improbabile che possa riaprirla alla luce dei nuovi elementi. Quel che è certo è che le ultime vicende e i loro riflessi in ambito internazionale preoccupano fortemente il nostro ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco. Una preoccupazione che il ministro ha registrato anche in sede Ecofin. Vista l’attenzione con la quale i partner europei seguono le vicende bancarie italiane, «la credibilità del sistema creditizio italiano è a rischio», avrebbe detto ieri Siniscalco. Un rischio che - sarebbe il ragionamento del ministro - è diventato più grande quando le intercettazioni pubblicate dai quotidiani hanno tirato in ballo Fazio. Siniscalco avrebbe espressamente detto ai suoi colleghi: «La questione degli assetti bancari e del ruolo della Banca d’Italia, con annessi e connessi, comprese le intercettazioni, mettono a rischio la credibilità del sistema economico italiano».