Il caso Arrivano i videogiochi per nonni (acchiappanipoti)

LANCIO Modello a misura di anziano. Test nelle case di riposo: i giovani vengono più spesso a trovarli

Attacco all’ultima oasi. L’ultimo baluardo di saggezza ancora libero dall’ebbrezza ossessiva di passare il livello, battere il record, praticare ogni tipo di sport o combattere battaglie spaziali seduti in poltrona, senza mai staccare gli occhi dallo schermo. L’industria dei videogiochi tenta di abbattere l’ultimo muro, quello dei capelli grigi. Obiettivo: convincere gli anziani a imitare i nipoti, incollandosi a una console.
I giapponesi di Nintendo lanceranno in tutta Europa, a partire dal 5 marzo, una versione a misura di anziano della Ds, il diabolico apparecchio a «libretto» che già rapisce folle di videogiocatori (ne hanno vendute finora 100 milioni in tutto il mondo). Il nuovo modello è stato concepito in un formato extralarge, un assist a occhi e mani ormai meno guizzanti di quelle adolescenti. Lo schermo infatti è grande quasi il doppio e il pennino per «pungolare» lo schermo a sfioramento, è più grosso, assomiglia a una penna, una biro senza inchiostro decisamente più maneggevole, anche se meno portatile.
«L’abbiamo concepita così in modo da essere più adatta a tutta la famiglia -spiega Francesca Prandoni, manager per le pubbliche relazioni di Nintendo-Certamente la dimensione dello schermo faciliterà gli anziani. Ma servirà anche a rendere la console più adatta a socializzare, a far partecipare più persone». Una console socializzante? Sulla carta suona davvero come un paradosso, visto che siamo abituati a vedere figli e nipoti ipnotizzati dalle console e assorbiti da un mondo solipsistico e apparentemente privo di contatto con la realtà. Ma il trucco è proprio qui: la nuova console, secondo le abili strategie di marketing nipponiche, può diventare l’arma in mano ai nonni per comunicare con i nipoti. O di più: l’esca per attirare gli sfuggenti marmocchi e convincerli a non dribblare la doverosa visita all’avo dai capelli grigi.
Non è solo una teoria. Gli strateghi di Nintendo partono da esperimenti che hanno dato risultati incoraggianti. In Francia 22 case di riposo hanno affiancato a parole crociate e uncinetto le console per videogiochi. E l’esperienza è stata lanciata nello scorso novembre anche in Italia, proprio da Nintendo. Le console sono state messe a disposizione degli ospiti del Centro polifunzionale della Fondazione Oic che gestisce case di riposo a Padova. «Il risultato è stato sorprendente - giura Francesca Prandoni -. Gli anziani si sono rivelati molti incuriositi. E sì, è vero: hanno capito che condividere la passione dei videogiochi può servire a spingere i nipoti a venirli a trovare più spesso».
La cosa ha funzionato talmente bene che in seguito Nintendo ha promosso anche un accordo con l’Università della Terza età «Cardinale Giovanni Colombo», che ha prodotto un seminario destinato agli studenti dai capelli grigi di Milano. A tener lezione di videogiochi, Giorgio Albertazzi. L’attore ha raccontato di essere un appassionato di Brain Training, il gioco che potrebbe raccogliere il maggior numero di fan tra gli anziani. Si basa sulle teorie di un neuro scienziato giapponese, Ryuta Kawashima, secondo un «allentamento» quotidiano a base di giochi di logica, matematica e memoria può servire a rendere elastica la memoria e attiva la mente. Tra i fan c’è Catherine Spaak, testimonial della nuova Nintendo Dsi Xl, prodotta in colori tenui, proprio per risultare più adatti a un utente maturo. E anche Albertazzi si dice convinto dell’efficacia della cura ringiovanente tramite videogioco: «Ci vuole molto tempo per diventare giovani. Ma la memoria è un muscolo; basta allenarla».
Molto gettonate tra il pubblico over 60 anche le possibilità accessorie delle console, in particolare i corsi d’inglese, che nelle nuove console si avvalgono anche dell’inserimento di una macchina fotografica: basta inquadrare una parola per trovarne il significato sul vocabolario. Inoltre la console è in grado di navigare su Internet. Nessuna rivoluzione tecnologica, ma per il marketing è una novità. Prepariamoci a una generazione di nonni-nerd».