Il caso Baby-gang scatenate: tre colpi in poche ore

Cellulari, iPod e qualche decina di euro. Per questo bottino alcuni giovanissimi non hanno esitato ad aggredire loro coetanei, rapinandoli o tentando di farlo, con violenza e minacce, in tre diversi episodi.
Erano le 11,30 e Samuele, 14 anni, stava camminando lungo via Forze Armate, quando è stato avvicinato da due coetanei che gli hanno intimato di consegnargli i soldi, il cellulare, e poi anche la felpa e il cappello. «Altrimenti ti accoltelliamo», gli hanno detto. Il ragazzino è riuscito a scappare e a telefonare alla polizia, ma i baby-rapinatori si erano già allontanati.
In un altro caso, due ragazzi di 16 e 17 anni sono stati accerchiati in piazzale Lotto, verso le 21, da cinque coetanei, che dicevano di avere coltelli in tasca. Sono stati costretti a consegnare 35 euro e un iPod. Poco più tardi, alle 21.15, un ragazzino di 16 anni che stava per salire sulla metropolitana alla fermata di Lampugnano, è stato aggredito da altri due adolescenti che gli hanno portato via il cellulare e 20 euro.
Un fenomeno, quello della delinquenza giovanile, su cui si è soffermato il presidente del Tribunale per i minorenni, Maio Zevola, nella relazione inaugurale dell’anno giudiziario. Zevola, infatti, ha sottolineato come sia «preoccupante la connotazione violenta della criminalità minorile». Perché «i reati contro il patrimonio, furti di autovetture e in appartamenti, scippi, furti in esercizi commerciali sono complessivamente in numero più contenuto rispetto all’anno scorso, ma continuano a rappresentare un segnale negativo su cui mantenere vigile l’attenzione». Ancora, «la maggior parte dei minori che si sono resi responsabili di delitti hanno evidenziato carenze educative». E «troppo spesso i genitori ne sono assolutamente inconsapevoli».