Caso Bari, Berlusconi: "E' spazzatura Farò fuori pure questa, come a Napoli"

Da Cinisello Balsamo<em> </em>il Cavaliere tuona contro alcuni contestatori: &quot;Siete dei poveri comunisti, mi fate pena&quot;.<em> </em>La sfida di <em>Avvenire </em>sull'inchiesta di Bari: &quot;Premier chiarisca&quot;. La replica da Bruxelles: &quot;E' immondizia&quot;. E sulla telefonata con Ghedini &quot;intercettata&quot; da <em>Sky</em>: &quot;Basta spioni&quot;

Bruxelles - Un premier furioso. Da Bruxelles rimbalzano immagini ("catturate" da Sky) di un premier infuriato al telefono con Ghedini dopo la lettura della rassegna stampa dei giornali italiani: "Sono pieni di falsità, molte di queste frasi non le ho mai pronunciate. Sono incazzato nero....". Poi, in conferenza stampa dopo il vertice, parte all'attacco sul caso Bari: "Chiarire? Questa è solo spazzatura, la spazzerò via". E "bolla" anche Sky dopo il fuori onda trasmesso: "Andate avanti così, quello che dice un marito alla moglie in camera da letto sarà in prima pagina dei vostri eccellentissimi giornali... Io non ci sto a un Paese di questo genere e quindi cercherò di far sì che non si arrivi più a questo livello".

"Non c'è niente da chiarire" "Non c’è niente da chiarire. E' tutto chiarissimo: è tutta spazzatura. A Napoli già l’ho fatta fuori e farò fuori anche questa". Così Berlusconi ha esordito rispondendo a una domanda dei giornalisti sull'inchiesta di Bari, durante la conferenza stampa a Bruxelles. Poi rivolto a un giornalista dell'Unità: "La mia disistima è totale nei confronti del suo giornale e quindi non rispondo, stiamo parlando, come ho già detto a un giornalista straniero, di rubbish and trash (spazzatura, ndr). Non rispondo alle domande che riguardano presunti scandali, forse parlerò a Milano o a Roma". Poi dice, tra l’altro, criticando duramente i giornalisti ("Vi dovreste vergognare"), per la pubblicazione di aspetti della vita privata: "Non ci sto a un’Italia di questo genere".

"Complotti nel Pdl? Fantapolitica" "Quando leggo sui giornali di complotti dentro il Pdl sono storie di fantapolitica". Lo ha detto ancora il presidente del Consiglio. "Lavoro bene - prosegue Berlusconi facendo riferimento ad alcune ricostruzioni dei giornali che parlavano di governi tecnici guidati da Tremonti e Draghi - con Tremonti con cui c’è una assoluta amicizia, stima e fiducia. Lavoro bene con Tremonti dunque, ma anche con Mario Draghi di cui apprezzo la capacità e la correttezza".

La rabbia del premier Questo lo sfogo al telefono del premier: "Sono pieni di falsità, molte di queste frasi non le ho mai pronunciate. Ma dai Niccolò - continua lo sfogo - ti sembra possibile che tu possa pensare una cosa del genere di me. Mi offendo io, a questo punto... Ora facciamo subito un comunicato, chiamo Bonaiuti e gli detto un comunicato. Ci sono cose che ho visto in certi titoli che non ho assolutamente mai detto: di essere spiato non l’ho mai detto, non ho mai parlato di complotto oscuro, non ho mai detto che temo di essere spiato, non ho mai detto quell’altra cosa che veramente mi ha fatto 'incazzare': che risponderò colpo su colpo. Veramente è una cosa incredibile, sono dei disgraziati. Ora ti devo lasciare: interveniamo fra 30 secondi".

La smentita di Bonaiuti "È scandaloso che alcuni giornali continuino ad attribuire al presidente del Consiglio frasi che in realtà non sono state pronunciate. Ecco un campionario di falsità dai giornali di oggi: 'Temo di essere spiato'; 'Sono stato spiato e pedinato'; 'Risponderò colpo su colpo'; 'Il mio avvocato è uscito pazzo'; 'Se vogliono la guerra l’avranno'; 'È in atto un oscuro complotto'. Tutte queste frasi sono inventate di sana pianta. Ma per garantire la loro verosimiglianza, vengono riportate dai giornali tra virgolette e attribuite al presidente Berlusconi da ignoti interlocutori (mai nome e cognome, per carità!)". La denuncia, dopo lo sfogo del premier , è di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio. "Questo malvezzo è peggiorato negli ultimi tempi eppure - dice - non abbiamo visto ancora un solo intervento degli Organi dei giornalisti".

Il monito di Avvenire "In questo clima di smarrimento crescente è lecito domandarsi se il presidente del Consiglio abbia finora scelto la linea di resistenza migliore e i difensori più appropriati al suo caso. Non è solo questione di stile sfoggiato (anche se lo stile in certe situazionii è purissima sostanza) da parte di avvocati bravi, a quanto pare, soprattutto a moltiplicare i motivi di imbarazzo. Il punto centrale è la necessità di arrivare il più presto possibile a un chiarimento sufficiente a sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti". Nell'editoriale di Marcelli, si chiede a Berlusconi dei rispondere a interrogativi che "non vengono solo dagli avversari politici, ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier". "E se anche non fosse possibile eliminare ogni ombra", perché alcune questioni sono in mano alla magistratura, "si pongano almeno i presupposti per evitare ulteriori stillicidi di chiacchiere e di tempeste mediatiche. Senza illudersi che l’efficenza dell’azione di governo possa far premio, sempre e comunque, sui comportamenti privati. Alla lunga tutto finisce per avere un prezzo. E il pericolo è che a pagarlo non sia solo il singolo debitore di turno, ma l’intero Paese".

Da Cinisello "E' inutile che sperino di buttare giù il governo e mandare a casa tutti noi con trame giudiziarie e attacchi mediatici. Siamo la maggioranza e in un paese democratico la maggioranza governa". Berlusconi, pronuncia queste parole intervenendo, a Cinisello Balsamo, alla chiusura della campagna elettorale di Guido Podestà per la Provincia di Milano. In una strada vicina alla piazza dove il premier sta parlando qualcuno contesta il Cavaliere: sono un centinaio di persone provenienti dai centri sociali. Berlusconi reagisce con una certa ironia. "Abbiamo anche la contestazione: evviva!". Poi li attacca duramente. La sfida ormai è aperta. E Berlusconi non si sottare al duello.

La contestazione "Siamo la maggioranza del Paese, e in un Paese democratico la maggioranza governa". "Io non sono arrabbiato - ha detto il presidente del Consiglio - la verità è che siamo antropologicamente diversi". Durante il comizio di Berlusconi un centinaio di contestatori lo fischia. A loro risponde dicendo: "Noi amiamo gli altri e rispettiamo gli altri, non abbiamo invidie personali, o di politici. Loro ci invidiano". E  il premier prosegue: "Vergogna, non capiscono le persone. Alla mia età potrei ritirarmi ma per come fanno mi costringono a rimanere. Mi fate pena e disgusto". 

"Andate a casa..." "A questi analfabeti della libertà diciamo: andate a casa". Il presidente ha poi rivolto una domanda al pubblico: "Sapete perché sono così incazzati? Perchè si svegliano allegri la mattina, poi capiscono che devono andare a lavorare, si guardano allo specchio e si rovinano la giornata".