Caso Bari, Il Pdl grida al complotto. D'Alema: "Incapaci"

Da Bari a Roma il passo è breve. Il Pd tiene d'occhio le mosse della procura
pugliese. Il Pdl punta il dito contro D'Alema: "Ma come
faceva a sapere? E' sicuramente un complotto". La
replica: "Li denuncio"

Roma - Da Bari a Roma il passo è breve. Anzi brevissimo. E l'occhio lungo del centrosinistra tiene d'occhio - con pazienza - le mosse della procura pugliese. Ma qualcosa non torna. E il Pdl, dopo aver espresso solidarietà al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, passa al contrattacco puntando il dito contro Massimo D'Alema: "Ma come faceva a sapere? E' sicuramente un complotto". A stretto giro la replica dell'esponente democratico: "Li denuncio, non manovro le inchieste". Poi incalza: "Questo governo è incapace".

Il Pdl grida al complotto "Le dichiarazioni di Giovanni Pellegrino sono connotate da specifiche falsità che riguardano il sottoscritto e per le quali valuterò il da farsi nelle sedi opportune, ma soprattutto denotano per l’ennesima volta che Pellegrino ha una dettagliata conoscenza sul merito dell’inchiesta della Procura di Bari e su come essa nasce". Così il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, replica alle affermazione del presidente della provincia di Lecce, e ribadisce che "più passano le ore più risulta chiaro che non c’è assolutamente nulla di casuale e di scollegato tra le 'scosse' al premier preannunciate domenica scorsa da Massimo D’Alema, lo scoop giornalistico del Corriere della Sera, la fuga di notizie dalla Procura di Bari e la circostanza che nonostante la folla che circondava Berlusconi a Bari, la signora D’Addario sia riuscita ad essere spesso sullo sfondo delle foto scattate per strada al presidente". Sulla stessa linea anche  il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini che, rifacendosi alle "inquietanti rivelazioni del ministro Fitto sull’inchiesta di Bari", denuncia "la quadratura del cerchio di una vicenda che solo osservatori faziosi e di parte, e quindi in malafede, non possono non definire un complotto ai danni del presidente Berlusconi". "Invece di minacciare denunce e accusare il Presidente del Consiglio - afferma Verdini - D’Alema e tutti gli altri esponenti del Pd che in questi giorni avrebbero dovuto tacere e non rilasciare dichiarazioni di dubbio gusto, farebbero bene a riflettere e a chiedere scusa per l’assoluta assenza di moralità del loro modo di fare politica e di tentare di scalzare il Presidente del Consiglio con sistemi che nulla hanno a che vedere con un’opposizione seria che affronta il merito dei problemi e non si attacca a gossip e spazzatura".

D'Alema: "Governo incapace" "Non ho mai commentato né preannunciato vicende giudiziarie, io mi occupo di politica ed è forse questa la cosa che dà fastidio a questo governo, che si sta dimostrando politicamente incredibilmente inefficace e incapace di affrontare la realtà". Dal palco in Piazza Marconi, a fianco del candidato del Pd alla presidenza della Provincia di Alessandria, Paolo Filippi, D’Alema ha aggiunto: "Mi fa comunque sorridere che su alcuni giornali la vicenda di Bari sia diventata il caso D’Alema". L'esponente del Pd ha poi citato il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ha parlato di alcune similitudini con le Br: "Non ci facciamo certo intimidire - ha detto D’Alema - Maroni stia tranquillo, la loro è comunque un’aggressività intollerabile che fa da velo a una totale incapacità di affrontare i temi sociali, il loro è un populismo davvero da poco". "D’Altronde - ha concluso D’Alema - il nostro è l’unico governo che ha detto che la crisi è finita, quando invece, mi spiace dirlo, si cominciano a vedere solo ora i suoi morti, l’Italia perderà quest’anno dal 5 al 5,3% della sua ricchezza, una cifra enorme che grida vendetta, ovvero che grida il bisogno di politiche vere anticrisi".