Caso Battisti, il Brasile: "Vergogna le interferenze L'Italia ci sta umiliando"

Il Guardasigilli brasiliano, Genro, si scaglia contro Roma: "Le
interferenze sul caso Battisti sono una vergogna". L'attacco dopo
l'annuncio di un possibile ricorso contro Toffoli, il nuovo giudice
dell'Alta Corte, nominato dal governo

Rio de Janeiro - Le interferenze del governo italiano sul caso Battisti sono "una vergogna per chi le mette in atto e un tentativo di umiliare il Brasile". È la dura accusa lanciata dal ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, nell’imminenza della seduta del tribunale supremo federale che giovedì dovrà pronunciarsi sulla richiesta di estradizione in Italia dell’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac). Il governo italiano "non ha alcun potere per entrare nelle questioni giudiziarie" del Brasile e si tratta di "un insulto al nostro Stato e alla democrazia del Paese", ha aggiunto il Guardasigilli in una dichiarazione al quotidiano brasiliano, Estadao.

Ricorso italiano La presa di posizione di Genro è arrivata nel giorno in cui il quotidiano Folha de Sao Paulo ha anticipato un possibile ricorso dell’Italia contro la partecipazione di un nuovo giudice alla seduta dell’Alta Corte che dovrà decidere sul caso. Il magistrato Jose Antonio Dias Toffoli fu nominato alla fine di settembre dal presidente Lula al posto di un giudice morto il primo settembre. Il voto di Toffoli, considerato vicino al partito di governo, potrebbe far pendere il tribunale supremo federale verso un "no" all’estradizione di Cesare Battisti. Lo scorso gennaio, Genro concesse all’ex militante dei Pac lo "status" di rifugiato politico provocando la dura protesta dell’Italia che ne richiede l’estradizione.