Caso Battisti, l'Italia richiama l'ambasciatore: "Molto grave il rifiuto"

Il ministro degli Esteri Frattini motiva il gesto di protesta: "La decisione grave di non concedere l’estradizione per Cesare Battisti è
francamente inaccettabile. Non ce l'aspettavamo, visto che il Brasile è un Paese amico"

Roma - L’Italia ha richiamato il suo ambasciatore in Brasile, Michele Valensise. Cesare Battisti è "un terrorista comune, che non merita assolutamente il riconoscimento dello status di rifugiato". Il ministro degli Esteri Franco Frattini, a margine di un convegno sulla 'Giornata della Memoria', motiva così la decisione del governo italiano di richiamare l’ambasciatore a Brasilia, in segno di protesta contro l’intenzione di non concedere l’estradizione all’ex leader di Pac (Proletari armati per il comunismo).

Decisione grave quella del Brasile Quella del procuratore Antonio Fernando de Souza è stata, secondo Frattini, una "decisione molto grave" perché l’Italia aveva "auspicato un ripensamento (sull’estradizione di Battisti, ndr), una riflessione approfondita: il fatto di decidere soltanto dopo 48 ore senza avere valutato con quella profondità che avevamo auspicato ci sembra un po' un "non voler decidere" e coprire pienamente e semplicemente la decisione politica del ministro della Giustizia", ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Non ce l'aspettavamo "Questo - ha sostenuto Frattini - è inaccettabile, quindi convochiamo l’ambasciatore d’Italia qui a Roma per consultazioni sulla vicenda, voglio capire anche da lui quali sono le strade" da seguire. Il Brasile, ha del resto osservato il ministro, è "un paese amico dell’Italia da sempre". "Proprio per questo non ce lo aspettavamo, da qui - ha concluso Frattini - la gravità della nostra reazione".