Caso Bnl, sott’inchiesta anche il numero due di Unipol

Per Sacchetti stesse accuse di Consorte: manipolazione del mercato, aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza

Claudia Passa

da Roma

Dopo giorni di tira e molla, di indiscrezioni e mezze smentite, anche sulla sorte del numero due di Unipol il condizionale cede il passo all’indicativo. Ivano Sacchetti, vicepresidente della compagnia assicurativa bolognese, è iscritto sul registro degli indagati della Procura di Roma per la scalata alla Bnl. Le ipotesi di reato sono le stesse contestate a Giovanni Consorte: manipolazione del mercato, aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza.
Nato in provincia di Reggio Emilia, classe 1944, in Unipol dal ’72, passato dall’«area sinistri» alla direzione del personale, dalla direzione commerciale a quella generale, per approdare nel ’96 al ruolo di vicepresidente della Spa bolognese, Sacchetti figura accanto a Consorte anche nel registro degli indagati della Procura di Milano, per il caso Bpi/Antonveneta. Il duo compare poi in una nota a margine dell’ordinanza di custodia cautelare del gip Forleo a carico di Fiorani & co., fra «gli importanti finanzieri italiani» che avrebbero appoggiato alcune operazioni dell’ex Bipielle; dunque a pagina 41 della stessa ordinanza, in relazione a un «affidamento di 4 milioni di euro senza alcuna garanzia» (un’operazione «assolutamente lecita», ribatte deciso il legale di entrambi Filippo Sgubbi). Tanto per la cronaca, la coppia di vertice Consorte-Sacchetti figura anche insieme al finanziere bresciano Emilio Gnutti (un altro protagonista del risiko bancario-giudiziario iniziato la scorsa estate) in un processo per insider trading pendente a Milano per una vicenda risalente al 2002, che vede la Consob come parte civile.
Ma se a nord il ciclone non si arresta, anche nella capitale il lavoro dei magistrati procede a ritmo serrato. Nonostante il clima polare e l’atmosfera natalizia, a piazzale Clodio non c’è aria di ferie: ieri gli inquirenti impegnati sul fronte Unipol/Bnl, coordinati dal procuratore aggiunto Achille Toro, hanno ricevuto dall’Isvap (l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo) il voluminoso carteggio relativo alla scalata di Consorte e compagni (il solo elenco dei dossier consegnati occupa una decina di pagine); la pm Perla Lori ha poi interrogato un funzionario dello stesso istituto, mentre la Consob e la Banca d’Italia devono ancora completare la trasmissione degli atti richiesti dai pm per ricostruire l’iter che ha portato la Unipol a lanciare la sua offerta pubblica di acquisto sull’istituto di credito di via Veneto. L’interrogativo cui gli inquirenti capitolini cercano di rispondere è se Unipol possedesse o meno i requisiti per tentare la scalata alla Bnl: nessun filone investigativo, al momento - specificavano ancora ieri in Procura -, riguarda il ruolo della Banca d’Italia e i rapporti dell’ormai ex governatore Antonio Fazio con i vertici della compagnia assicurativa.
Nessun mistero dietro l’acquisizione dell’«agenda» del governatore, nessun particolare input dalle intercettazioni dell’estate scorsa fra Consorte e il capo-vigilanza di Palazzo Koch, Francesco Frasca, «intercettazioni che per noi - rammentano a piazzale Clodio - sono inutilizzabili».
I riflettori sono puntati piuttosto - come anticipato le scorse settimane dal Giornale - sulle comunicazioni ufficiali del gruppo bolognese e sulla ricostruzione delle compravendite azionarie sul mercato.
La partita è complessa. Nessuna eco a Roma, almeno per il momento, del «contrattacco» giudiziario di Unipol. Ovvero dell’esposto presentato da Consorte alla Procura di Bologna per eventuali reati («manipolazione del mercato, aggiotaggio bancario, ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza») commessi «in pregiudizio» della compagnia assicurativa. L’Opa su Bnl è ancora in bilico, il via libera di Bankitalia non è ancora arrivato e ieri pomeriggio, dopo l’addio di Fazio, fonti vicine alla compagnia assicurativa confidavano all’agenzia Reuters l’«auspicio» che «le dimissioni di Fazio non ritardino ulteriormente l’iter autorizzativo per l’Opa su Bnl». Sul quale pesa ora un’ulteriore incognita: nessuna smentita è arrivata infatti dalla Consob in merito alle indiscrezioni di stampa sulla presunta imminente comunicazione dell’esistenza di un «patto occulto» per la scalata alla Bnl. Solo il tempo dirà se la mancata smentita è dovuta alla riservatezza cui la Consob rivendica di ascrivere la sua condotta, o se sarà il preludio di un ostacolo in più nella marcia in salita di Unipol verso la Bnl.