Caso Bompressi: il verdetto atteso nel dopo-Ciampi

da Roma

Nel contrasto tra il ministro della Giustizia Roberto Castelli e il Quirinale sulla grazia a Ovidio Bompressi, interviene di nuovo la Consulta. È iniziata ieri l’udienza pubblica davanti ai giudici della Corte Costituzionale per discutere sul ricorso presentato dal Quirinale e relativo alle proprie prerogative in relazione alla concessione della grazia a Ovidio Bompressi. Per conoscere l’orientamento dei giudici costituzionali bisognerà attendere la pubblicazione della sentenza, prevista non prima della scadenza del mandato di Ciampi.
Oggetto della discussione è la diversità di vedute tra il capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi e l’ex ministro della Giustizia Roberto Castelli: un «conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato». In particolare, i giudici della Corte Costituzionale dovranno stabilire se il potere della grazia è duale (con conseguente necessità della controfirma da parte del ministro della Giustizia) oppure se si tratta di competenza esclusiva del presidente. Ciampi ha chiesto di annullare l’atto con cui Castelli ha rifiutato la grazia a Ovidio Bompressi, condannato a 22 anni, assieme ad Adriano Sofri, per l’omicidio Calabresi avvenuto nel 1972.