Caso Cè, Formigoni pronto a congelare le deleghe

Forza Italia insiste: «Subito un vertice per far rientrare la polemica. Questo clima ci danneggia»

Non accenna a placarsi la bufera che ha investito il centrodestra al Pirellone. Come andrà a finire non è facile dirlo, ma l’unica cosa sicura è che il governatore Roberto Formigoni non ha nessuna intenzione di far finta di niente. I continui attacchi della Padania, il quotidiano della Lega resuscitato dal neo direttore Gianluigi Paragone, ma soprattutto la sfida in campo aperto lanciata da Alessandro Cè, l’assessore alla Sanità targato Carroccio, sono destinati a lasciare il segno.
Venerdì le proposte di mediazione firmate Forza Italia, ieri le voci di un Formigoni più che mai deciso a non farla passar liscia all’alleato ribelle. Soprattutto dopo aver incassato l’appoggio di An (Massimo Corsaro: «Affermazioni sprezzanti e preoccupanti, la Lega chiarisca le sue posizioni ed eviti un teatrino stucchevole») e Udc (Domenico Zambetti: «Dichiarazioni gravi, Formigoni fa benissimo a censurarle»). Nessuna dichiarazione ufficiale di Formigoni, tornato rinvigorito dopo il bagno di folla del Meeting di Rimini e l’apertura dei futuri scenari politici. Di certo c’è che il governatore è ben fermo nella sua posizione e attende ora al varco la Lega. Con un passo che dovrà essere il più possibile ufficiale. Magari una lettera di chiarimento in cui Cè ritratti il più chiaramente possibile le ultime uscite («Formigoni vive la politica seguendo una logica di potere», ha dichiarato in un’intervista). Gradite, a contorno, magari anche le firme dell’assessore al Territorio Davide Boni e del capogruppo in consiglio Massimo Zanello, scesi in campo per spalleggiare il compagno di cordata. In alternativa c’è chi assicura che Formigoni sarebbe pronto a congelare o addirittura a revocare le deleghe dell’assessore Cè. Primo passo, in caso di prolungato braccio di ferro, e probabilmente solo il preludio a un loro ritiro definitivo.
Scenario estremo, anche se lo spazio per la mediazione rimane comunque aperto. Sono infatti continuati anche ieri i contatti di Formigoni con i vertici nazionali e regionali di Fi. Ma è chiaro che il tutto dovrà passare attraverso le forche caudine di un ripensamento. Convinta della possibilità di ricomporre il tutto è ancora Maria Stella Gelmini. «Inaccettabile - spiega la coordinatrice regionale di Forza italia - che si usino certi toni contro Formigoni, politico che ha sempre lavorato con scrupolo e che ha fatto crescere il prestigio della Lombardia in tutto il mondo». Pronta, anche se probabilmente di non facile somministrazione, la ricetta per uscire dalla strozzatura. «Bisogna - ribadisce Gelmini - far rientrare al più presto questa polemica che rischia di non essere compresa dagli elettori. E che rischia di farci perdere voti. I segretari regionali si riuniscano al più presto per trovare una via d’uscita». Gongola, invece, il centrosinistra. «La Lombardia - attacca Maria Pellegatta, segretario regionale dei Comunisti italiani - è una Regione che avrebbe avuto bisogno di una svolta e che invece si ritrova in condizioni addirittura peggiori rispetto ai cinque anni precedenti proprio per un ulteriore inasprirsi di un conflitto che rimarrà probabilmente irrisolto e aperto fino alla data delle elezioni politiche».