Il caso Cè rischia di mandare in crisi la Regione

(...) di alto livello politico che è stata presentata a Silvio Berlusconi nella sua qualità di leader politico. Attendiamo nelle prossime ore una risposta». Il comportamento in aula, dove oggi dovrebbe essere approvato l’assestamento di bilancio 2005 «dipenderà dalla risposta - anticipa -. Se sarà negativa il nostro atteggiamento resterà duro, ci asterremo dal voto, bocciando di fatto il documento proposto dalla maggioranza». Seguono contatti telefonici tra Bossi e Berlusconi, che ad Arcore è riunito con il coordinatore di Fi Sandro Bondi e la coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini. E scoppia la bomba: la Lega propone sì un nome di alto livello politico, quello dell’attuale ministro del Welfare Roberto Maroni, ma il suo ruolo dovrebbe essere quello di un super-assessore, accorpando le deleghe a Sanità, Welfare e Famiglia, competenze queste ultime due dell’attuale assessore Giancarlo Abelli di cui la Lega ha più volte chiesto la testa per risanare la ferita in Regione. E Formigoni, ancora ieri, ha smentito l’ipotesi di «scaricare» il suo fedelissimo. È la Gelmini, d’accordo col premier Berlusconi, a rispondere a nome di Fi alla provocazione del Carroccio: «La proposta degli amici della Lega al premier di unire l’assessorato alla Sanità con Welfare e Famiglia sotto un unico nome non appare una strada percorribile. Forza Italia, che già in passato ha accettato di sacrificare parte del suo peso elettorale per spirito di coalizione, non può vedersi ulteriormente ridotta la propria rappresentanza nella giunta lombarda».
Sia la coordinatrice azzurra che Berlusconi non contestano il nome di Maroni, ma la somma di competenze pretese dalla Lega, e auspicano che il dialogo possa proseguire. Ma l’atteggiamento del Carroccio oggi in aula dirà se la scelta sarà uno strappo con la Cdl o la ricerca di una soluzione condivisa. Ipotesi questa che, al momento, appare decisamente ottimistica.
Formigoni, si apprende da ambienti vicini al governatore, condivide pienamente la posizione espressa dalla Gelmini e la compattezza dimostrata della maggioranza. La proposta Maroni, per l’assessore e capodelegazione in giunta di An, Massimo Corsaro, «dimostra che la Lega non cerca una soluzione. Dal punto di vista umoristico si può sottolineare che il partito più regionalista della terra quando ha dei problemi cerchi la soluzione nel suo rappresentante più romano. Seriamente, mi sembra il segno che la Lega abbia deciso di forzare il rapporto della coalizione e metterlo a rischio, assumendosi la responsabilità di chiudere. Dopo un mese e mezzo in cui il Carroccio ha tenuto tutti in ballo, uscire con questa proposta vuol dire che era tutto preordinato. Mi auguro che non sia vero».
Domani è previsto in aula il consiglio staordinario sul caso Cè, richiesto dall’Unione. Ma a questo punto, si dovranno attendono gli eventi di oggi per sapere se l’ordine del giorno subirà variazioni. Il caso rischia di farsi molto più complicato, e non limitarsi più alla sola persona dell’assessore messo in «stand by».