«Caso Cè, soluzione vicina»

Ottimista sul risultato finale, molto più prudente sui tempi. «Sulla questione della Regione alla fine troviamo la quadra», ha assicurato ieri il leader della Lega Umberto Bossi. Per nulla ottimista, invece, sul risultato del consiglio federale in programma oggi pomeriggio in via Bellerio. «C’è tempo - replica il senatùr -, il federale è un posto di persone serie che non fanno corse in avanti». Nessuna fretta di concludere, dunque, dopo un mese di braccio di ferro con il governatore Roberto Formigoni. Per la soluzione del caso Cè, l’assessore leghista alla Sanità ancora sospeso, bisognerà aspettare ancora. Nonostante l’intervento diretto, venerdì scorso, del premier Silvio Berlusconi che ha incontrato a villa San Martino i vertici leghisti e Formigoni. Che, come condizione per il rientro in giunta, continua a chiedere a Cè scuse ufficiali. Da Umberto Bossi, invece, la richiesta ai formigoniani di un passo indietro in cambio della «testa» di Cè. «Se dobbiamo togliere il nostro uomo - aveva detto Bossi -, allora anche gli altri debbono togliere i loro». Come dire: fuori Cè, ma anche Giancarlo Abelli, l’assessore alla Famiglia vicinissimo al governatore e additato più volte dalla Lega come il prezzo necessario per chiudere la vicenda.