Caso Caffarella La prova del Dna scagiona Racz per l’altro stupro

Karol Racz, il romeno presunto complice dello stupro alla Caffarella e accusato per la violenza di Primavalle del 21 gennaio, resterà in carcere ancora per almeno dieci giorni. Ma potrebbe arrivare dal Tribunale del Riesame di Roma, come per lo stupro della Caffarella, il secondo verdetto favorevole per «faccia da pugile». Il difensore ha chiesto la revoca della misura in carcere, visto che l’unico Dna repertato sulla vittima è quello di un egiziano. Oggi si svolgerà l’interrogatorio di convalida per il fermo di Alexandru Isztoika, il romeno accusato di calunnia, autocalunnia e favoreggiamento per lo stupro della Caffarella alla luce del test negativo sul Dna.