Caso Catanzaro, De Magistris verso l’assoluzione

da Roma

Il «processo» disciplinare del Csm contro Luigi De Magistris, che ieri è andato avanti con l’audizione di 3 testimoni, si concluderà venerdì con la sentenza. Ma il pm di Catanzaro, rivela un consigliere, «si avvia all’assoluzione». Certo, la sezione disciplinare potrà infliggergli «un’ammonizione, ma questa non comporta il trasferimento d’ufficio», invocato dal ministro della Giustizia Clemente Mastella.
Perché le cose si mettono a favore del sostituto procuratore che ha aperto inchieste scottanti, come la Why not (indagati Mastella e Prodi), poi sottrattagli con l’avocazione come la precedente Poseidone? Sembra che i togati del Csm temano di ledere i princìpi di autonomia e indipendenza, colpendo quello che ormai è diventato un simbolo del magistrato che colpisce il potere politico, senza guardare in faccia nessuno. Giocano a suo favore le 70 inchieste aperte attorno a lui dalla Procura di Salerno che, come Il Giornale ha rivelato domenica, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei principali «nemici» di de Magistris, dai vertici della Procura di Catanzaro, Mariano Lombardi (ora ex procuratore capo) e l’aggiunto Salvatore Murone, allo stesso Pg Dolcino Favi, che ha deciso l’avocazione della Why not. I primi due ieri sono stati ascoltati dal Csm, di fronte al pm incolpato e al suo difensore Alessandro Criscuolo, ma lo stesso Lombardi, con il quale De Magistris era entrato in rotta di collisione, non ha calcato la mano sulle presunte «anomalie» della gestione delle indagini del pm, dicendo che tra di loro non c’era «ostilità». Chi ha ribadito le accuse è stato Murone, secondo il quale il pm agiva con troppa autonomia, senza informare i superiori nè «rispettare le regole» organizzative dell’ufficio. Si è lamentato anche il capitano dei carabinieri Pasquale Zacheo (anche lui indagato), entrato in «frizione» con de Magistris, con il quale ha lavorato nell’inchiesta Toghe lucane. Ma il peso delle indagini di Salerno a favore del pm emerge anche dalla richiesta del Pg Vito D’Ambrosio, che rappresenta al Csm l’accusa, di non acquisire agli atti le audizioni del 9 gennaio dei magistrati salernitani, davanti alla I Commissione che, parallelamente, svolge un’istruttoria per un eventuale trasferimento «incolpevole» di De Magistris per incompatibilità ambientale o funzionale. Richiesta rigettata dalla sezione disciplinare. D’Ambrosio considera «irrituale» l’audizione in cui si «anticipa, in sostanza, una richiesta di archiviazione» delle accuse contro De Magistris e si è riservato di presentare un’impugnativa. Venerdì si vedrà quanto sarà pesante la sua arringa.