Caso-Catanzaro, sberleffi per i vigili

La Procura di Roma è in attesa di una comunicazione del Campidoglio prima di stabilire se sussistano i presupposti per l’apertura di un fascicolo processuale sul caso dell’ex comandante dei vigili urbani Giovanni Catanzaro, rimosso domenica per avere utilizzato un permesso per disabili per parcheggiare la sua auto in divieto di sosta con rimozione forzata in via della Croce. Una volta esaminato l’incartamento gli inquirenti valuteranno se ci siano le condizioni per l’avvio di un’azione penale nei confronti di Catanzaro. In attesa di eventuali seguiti giudiziari, la vicenda continua a suscitare polemiche e attenzioni. Quelle del tutto indesiderate dei romani che ieri, secondo il presidente romano dell’Ospol, Luigi Marucci hanno preso in giro molti caschi bianchi, evidenziando «un forte dell’autorevolezza della figura del vigile. Non è giusto che per uno paghino tutti e 6mila».
Nella serata di ieri la questione-Catanzaro è stata anche oggetto di dibattito in consiglio comunale. E lui, il comandante decaduto, affida la sua difesa alla compagna Antonella Gennaro, che intervistata da una tv parla di «squallida montatura». Ma non c’è nessuno disposto a dar credito alle teorie dell’ex comandante. Per il presidente del I municipio Giuseppe Lobefaro, «il comportamento e le giustificazioni di Catanzaro dimostrano una mancanza di sensibilità e un’incapacità a cogliere un sentimento diffuso fra gli abitanti di Roma, i quali non ne possono più di privilegi a favore di potenti a scapito dei cittadini comuni». Per il presidente della federazione romana dei Verdi, Riccardo Mastrorilli, il Comune dovrebbe citare per danni Catanzaro. Della stessa idea Roberto De Santis, presidente del quadri Cisl: «È inammissibile e vergognoso l’atteggiamento del comandante dei vigili urbani che colto sul fatto in un palese caso di abuso di potere, invece di ammettere con dignità e franchezza le proprie responsabilità, ha preannunciato addirittura il ricorso al Tar». Solo l’Ospol dà una lettura diversa dell’affaire-Catanzaro, temendo l’effetto-fumo: «Veltroni tenta di distogliere dall’attenzione dell’opinione pubblica le vere emergenze che non vuole affrontare: sicurezza per gli agenti della polizia municipale e soprattutto sicurezza per la cittadinanza».
E l’Anida, l’associazione nazionale italiana diversamente abili (Anida), chiede un incontro al ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, per proporgli «un corretto rilascio dei contrassegni H» che «ne ridurrebbe enormemente il numero, evitando i permessi rilasciati artificiosamente dalle amministrazioni comunali, che si trincerano dietro le valutazioni formali delle commissioni mediche delle Asl».