Caso Claps Elisa massacrata con due armi Poi la violenza

L’assassino di Elisa Claps infierì sul suo corpo dopo la morte colpendola con un paio di forbici di «medie dimensioni» e una lama «molto tagliente». È quanto scrive nella sua perizia la paleontologa Eva Sacchi, incaricata dalla procura di Salerno di effettuare gli accertamenti sul corpo della ragazza potentina uccisa nel 1993. «Sulla scena del crimine (il sottotetto della chiesa Santissima Trinità di Potenza, ndr) erano presenti almeno due tipologie differenti di armi. Per la paleontologa l’intento dell’assassino era quello di «accedere al corpo della vittima dopo la morte».