Caso Cucchi: il Pm chiama altri 3 periti

Il pm Vincenzo Barba ha affidato a tre periti, Paolo Arbarello, Luigi Cipolloni e Ozrem Carella Prada, l’incarico di affiancare il collega Dino Tancredi per approfondire le cause e le circostanze della morte di Stefano Cucchi, il geometra romano di 31 anni fermato la notte tra il 15 e il 16 ottobre scorsi e deceduto all’ospedale Sandro Pertini la mattina del 22. Il magistrato, che sarà coadiuvato nelle indagini dal pm Maria Francesca Loy, ha ascoltato ieri mattina il giudice Maria Inzicari e il pm che erano presenti all’udienza di convalida del fermo di Cucchi. Entrambi, a quanto si apprende, non avrebbero notato nulla di particolare. Nel pomeriggio sono stati sentiti i familiari di Stefano Cucchi e l’avvocato Giorgio Rocca, quest’ultimo difensore d’ufficio di Stefano in occasione dell’udienza di convalida del suo fermo. La Procura ha inoltre avviato un rapporto di collaborazione con la commissione parlamentare di inchiesta sul sistema sanitario, presieduta da Ignazio Marino. «Il governo vuole scoprire la verità e sapere cosa sia successo» a Stefano Cucchi, ha detto ieri a «Mattino 5» il ministro della Giustizia Angelino Alfano che ha auspicato accertamenti rapidi sia sul fronte dell’inchiesta giudiziaria che per quanto riguarda la verifica amministrativa da lui stesso disposta. Secondo il Guardasigilli, deve essere chiaro che «le nostre devono rimanere carceri di una grande democrazia liberale per cui non può essere ammesso nulla di quanto si sospetta». Alfano spera che «già nelle prossime ore» possano emergere dall’inchiesta aperta dalla Procura di Roma sulla morte di Cucchi elementi nuovi in grado di fare chiarezza. A tale proposito il Guardasigilli ricorda di aver telefonato al procuratore della Repubblica di Roma «per dargli pieno sostegno alle indagini e per raccomandargli solerzia».
La sorella di Stefano, Ilaria, ha invece detto: «Oggi chiediamo silenzio, e che cessino le autodifese gratuite che si sono sentite in questi giorni per far lavorare la magistratura in modo sereno». La ragazza è stata sentita nel pomeriggio dal pm Barba dopo suo padre Giovanni e sua madre Rita Calore. «Io e la mia famiglia - ha aggiunto Ilaria Cucchi - chiediamo rispetto per un defunto, che non può difendersi». Circa le presunte responsab ilità del Pertini la giovane ha detto che «in ogni caso non si può negare che da parte dell’ospedale ci siano state grosse responsabilità».