Caso Danone, nuove rivelazioni sulla «speculazione di famiglia»

da Parigi

Nuova puntata del «feuilleton» che ha per protagonisti Danone e il terremoto borsistico provocato dalle voci di scalata da parte di Pepsi. Il quotidiano International Herald Tribune ha rivelato infatti che Christine Mital, sorella del Ceo del gruppo alimentare francese Franck Riboud, è editorialista del periodico Challenges, proprio quello che ha dato fuoco alle polveri affermando che il gruppo americano si accingeva a dare l'assalto al leader francese dell’agroalimentare.
Partita in sordina, la notizia è stata in breve amplificata da tutta la stampa, provocando la sdegnata reazione, in nome del patriottismo economico, dell’intera classe politica d'oltralpe, con i ministri al completo schierati in difesa di Danone e persino l’intervento del presidente Chirac, mentre le azioni del gruppo si impennavano del 28 per cento.
Alla smentita ufficiale del colosso americano, ha fatto seguito l’apertura di un’inchiesta da parte dell’Amf, l’Autorità francese dei mercati finanziari. Decisione che, secondo l'International Herald Tribune, sarebbe stata provocata da una denuncia per manipolazione di corsi borsistici presentata all’Autorità dall’Adam (l’associazione dei piccoli azionisti), motivata anche e soprattutto dalla posizione di Cristine Mital - che è anche azionista di Danone, gruppo fondato dal padre Antoine Riboud - all’interno del giornale che per primo ha lanciato la notizia della scalata.
Dal canto suo, la Mital ha dichiarato di essere totalmente estranea alla notizia pubblicata da Challenges, e anche la direzione del giornale ha assicurato che l'informazione era stata trasmessa da un'altra fonte.
Tuttavia, resta vivo in molti addetti ai lavori il sospetto che siano stati proprio gli azionisti di maggioranza del gruppo francese, ritenuto facilmente scalabile a causa del suo azionariato molto frammentato, a provocare un movimento speculativo sul suo corso alimentando i rumors su una possibile scalata di Pepsi. E le prevedibili smentite di Danone non convincono del tutto la Borsa di Parigi.