Caso De Lillo, una schiarita in Forza Italia

Marcello Viaggio

Schiarita dentro Forza Italia. Dopo una maratona notturna è arrivata la soluzione del caso De Lillo. Inizia nel migliore dei modi il cammino di Francesco Giro, nominato pochi giorni fa da Silvio Berlusconi coordinatore regionale del partito e commissario romano. Ieri gli stessi Berlusconi e Giro hanno ricevuto a Palazzo Grazioli il gruppo regionale del Lazio. All’incontro hanno preso parte il capogruppo Alfredo Pallone, il vicecapogruppo Gianni Sammarco e i consiglieri Fabio Armeni e Romolo Del Balzo. Al centro della discussione la vicenda del consigliere Stefano De Lillo, nuovo segretario del consiglio regionale del Lazio.
Una vicenda, si ricorderà, che aveva tenuto banco sui quotidiani poco prima di agosto e la cui soluzione era stata rinviata alla ripresa dei lavori alla Pisana. Oggetto del contendere la nomina a consigliere segretario dell’Ufficio del presidente Pineschi. Nomina spettante all’opposizione. «Per quell’incarico - come ricorda il comunicato stampa diffuso ieri al termine dell’incontro - il gruppo regionale di Forza Italia aveva indicato con parere unanime la candidatura del consigliere Pallone. In contrasto con questa indicazione il Consigliere De Lillo propose in Aula la propria candidatura con argomenti che apparvero negativi verso Forza Italia, risultando poi eletto con i voti dei partiti della sinistra». Insomma, «uno strappo alle regole che devono presiedere alle nomine di natura istituzionale, che in tutte le assemblee elettive devono essere frutto di una intesa condivisa fra le forze di maggioranza e di opposizione, secondo una prassi consolidata e mai disattesa. È infatti non tollerabile che una nomina spettante alla minoranza venga sottratta alla stessa con un voto della maggioranza».
Berlusconi ha informato il capogruppo di aver ricevuto giovedì sera nelle proprie mani la lettera di dimissioni di Stefano De Lillo dall’incarico di consigliere segretario, «nella quale lo stesso De Lillo riconosceva di aver compiuto una scelta in contrasto con la volontà espressa in modo autonomo e libero dal suo gruppo di appartenenza». «Preso atto delle dimissioni del collega De Lillo dalla carica di consigliere segretario e delle motivazioni che le hanno indotte, il capogruppo regionale Alfredo Pallone ha comunicato al presidente Berlusconi, a nome del Gruppo di Fi, di volerle respingere, facendo tuttavia appello ancora una volta al rispetto delle regole che devono sempre animare i rapporti politici all’interno di un grande partito come Forza Italia, chiamato a difendere sempre i valori della moralità politica e della trasparenza, messi a repentaglio da questo episodio».
Nel concludere l’incontro Berlusconi ha ribadito che seguirà con molta attenzione l’evolversi della situazione ed ha chiesto al neocoordinatore regionale di tenerlo costantemente informato. Giro, che ha contribuito in modo determinante alla soluzione della vicenda con una paziente opera di mediazione, si dichiara soddisfatto: «È stato un confronto vero, lungo e approfondito, fra persone leali che si riconoscono negli stessi valori. Sono contento sia prevalso lo spirito unitario, che si dovrà però sempre fondare sul rispetto per le regole e che mai dovrà mancare in futuro, anche attraverso un libero e serrato confronto all’interno del partito, unico metodo che io conosca per difendere le buone ragioni di ciascuno». Decisivo comunque l’intervento di Berlusconi: «Il presidente - spiega Giro - ha stigmatizzato l’episodio, una scelta di così alto valore istituzionale non può essere mercanteggiata con la sinistra. E ha ribadito che episodi del genere non devono mai più ripetersi».