Caso Edison Accordo tra A2a e Iren

È accordo tra A2A ed Iren sul riassetto di Edison e sul futuro di Edipower, la ex genco dell’Enel carica di nove centrali destinata a diventare tutta italiana, mentre la società di Foro Buonaparte sarà controllata dai francesi di Edf. Alla base dell’intesa tra le due multiutility, controllate rispettivamente dai comuni di Milano e Brescia la prima, da quelli di Torino, Genova e altri minori la seconda, c’è, come spesso quando si tratta di politica, un compromesso. Quello tra le due società ha toccato da un lato la governance, con la concessione di maggioranze qualificate per valorizzare il ruolo di Iren anche in cda oltre che in assemblea, e dall’altro una revisione dei contratti di tolling, cioè il dispendioso meccanismo di l’affitto delle centrali di Edipower, che dovranno essere definiti entro luglio affidandosi al criterio delle «condizioni di mercato». A favore dell’accordo hanno giocato anche le forti minusvalenze (circa 260 milioni) a cui sarebbe andata incontro Iren se fosse uscita dalla cordata italiana di Edison (la holding Delmi). «La nostra parte si è chiusa - ha riassunto il presidente Delmi Franco Baiguera -, ora manca Edf». E anche un tassello importante: il via libera della Consob all’Opa Edf su Edison a 84 centesimi e non di più, condizione posta dai francesi.
Il riassetto di Edison ha avuto tempi lunghi. Un anno di trattative e cinque rinvii dei patti tra italiani e francesi. In futuro, Edipower - di cui A2a deterrà il 56%, Iren il 21%, le utility del trentino Alto Adige Sel e Dolomiti il 7% a testa ed i soci finanziari (Crt, Mediobanca, Bpm) il 9% - potrà fondersi con Delmi, che ha deliberato la cessione a Edf del 30,6% di Edison per 700 milioni e l’acquisto da Edison e Alpiq del 70% di Edipower per 800 milioni.
Per quanto riguarda il finanziamento del debito della ex genco Enel, 1,1 miliardi rinnovati pro-quota dai soci attuali, sono pervenute «rassicurazioni» da parte dele banche. Un altro scoglio sarà la definizione del prezzo di mercato del tolling. Fino a luglio resteranno in vigore i contratti attuali poi, per decidere i nuovi prezzi secondo i desideri di Iren, occorrerà definire tutte le strutture di costo della nuova Edipower. Tra i due soci le posizioni sono contrapposte: A2a ha interesse a mantenere le commissioni più alte per rafforzare il conto economico e agevolare l’accesso al finanziamento. Iren, non consolidando la società, vorrebbe limitare al minimo l’iniezione di risorse attraverso le commissioni di tolling. L’energia prodotta da Edipower verrà ritirata per il 77% da A2a, che si farà carico anche delle quote dei soci trentini della società, e per il 23% da Iren.
A commentare con soddisfazione l’intesa che rispolvera il sogno della politica di creare una grande multiutility del Nord capace di consolidare il frammentato mondo delle ex municipalizzate, Bruno Tabacci assessore del Comune di Milano, grande azionista di A2a e Piero Fassino, sindaco di Torino, che hanno parlato di «operazione di sistema». Entrambi si sono spesi nelle ultime giornate di trattative per cercare di ricomporre la frattura tra le due società e cogliere l’opportunità, condivisa anche dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di fare di Edipower il nucleo per la costruzione della grande multiutility.RE