Il caso Endemol manda nel panico la maggioranza

da Roma

L’Unione riesce a litigare anche sull’acquisto di Endemol da parte di Mediaset. Lo scacco alla concorrenza di Piersilvio Berlusconi provoca nella maggioranza di governo reazioni contrastanti che coprono tutte le sfumature: dalla rabbia al moderato ottimismo. La sinistra radicale nutre sentimenti negativi che sfiorano il panico. «L’acquisto di Endemol da parte di Mediaset è un’operazione che va molto al di là del mercato e coinvolge in pieno il tema del pluralismo», dice Pietro Folena di Rifondazione. Per il relatore del ddl Gentiloni la Rai dovrebbe arrivare a «rescindere i contratti con Endemol». Preoccupazione condivisa dalle senatrici di Rifondazione Rina Gagliardi, Giovanna Capelli e Maria Luisa Boccia. «L’acquisto da parte di Mediaset della Endemol ci allarma enormemente. È un passo sostanziale sulla strada della privatizzazione reale della Rai e del servizio pubblico».
Sempre negativo ma più controllato il responsabile informazione dei Ds, Roberto Cuillo che non ha «nulla da dire sul mercato» ma pensa però che questa operazione ora obbliga la Rai ad «incamminarsi decisamente sulla strada della propria rifondazione e in qualche misura giustifica l’urgenza dell’iniziativa del ministro del Tesoro per aiutare la Rai a ridarsi una immediata operatività». Indeciso Renzo Lusetti, responsabile dipartimento informazione della Margherita. «Questa vicenda potrebbe indebolire la Rai o rafforzarla: da anni la Rai non investe su talenti e non progetta programmi competitivi. Ora invece è giunto il momento di investire su se stessa, valorizzando le professionalità interne», dice Lusetti. Dunque un moderato ottimismo condiviso dal ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. «Leggo di preoccupazioni per la Rai, ma la Rai decide in piena autonomia. Non mi pare che le preoccupazioni per la Rai debbano influenzare il giudizio su un fatto così importante per l’economia italiana», dice Gentiloni convinto del del fatto che «una grande azienda italiana diventi più globale è positivo ed è tutto sommato una buona cosa per il nostro mercato televisivo».
E pure per il ministro della Giustizia, Clemente Mastella (Udeur): «Tutto ciò che riguarda aziende italiane che riescono a recuperare sul piano estero è positivo, rimane il problema Rai che deve essere liberato da lacci e lacciuoli, in modo tale che possa essere più concorrenziale e non prigioniera politica di molti».
Tutti positivi i commenti dell’opposizione. «È un’operazione industriale che ha visto il successo di una grande impresa italiana e questo è positivo», dice l’ex ministro del Welfare Roberto Maroni.