Caso Enel-Suez, Parigi a rischio sanzioni

Oggi si riunisce il cda per il bilancio 2005, domani a Londra l’incontro con gli analisti

Paolo Giovanelli

da Milano

«Abbiamo chiarito la volontà di Enel di giocare un ruolo rilevante nel settore energetico all’interno di una Europa aperta e competitiva»: Fulvio Conti, amministratore delegato del gruppo elettrico italiano, ha giocato ieri la sua carta europea nella partita per la conquista di Suez-Electrabel. Conti ieri pomeriggio ha incontrato prima il commissario Ue alla Concorrenza, Neelie Kroes, in un colloquio durato circa un’ora e in seguito il commissario al mercato interno, Charlie McCreevy . «Abbiamo spiegato - ha dichiarato Conti - la portata della liberalizzazione del settore del gas e dell’elettricità in Italia, più avanzata rispetto alla maggior parte dei Paesi europei». In mattinata Conti aveva affermato che l’Enel opera già nell’ottica del mercato unico anche se «alcuni governi hanno assunto atteggiamenti neoprotezionistici». «Noi chiediamo reciprocità. Noi abbiamo aperto il nostro mercato ai maggiori operatori nazionali europei dell’energia», e chiediamo che «altri Paesi si aprano alle esigenze dell’Enel di poter crescere» ha aggiunto dopo l’incontro con la Kroes. «Io ho ben chiaro che noi in Europa dobbiamo difendere i nostri interessi come fanno Germania e Francia» ha detto ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Ieri, a dire il vero, è stata l’Europa il vero protagonista della battaglia energetica: prima si è mosso McCreevy inviando una seconda lettera al governo di Parigi chiedendo nuovi chiarimenti sull’atteggiamento francese nella vicenda Enel-Suez. La risposta dovrebbe arrivare entro il 3 aprile: McCreevy ha chiesto «informazioni più dettagliate sulla cronologia degli eventi» (l’ipotesi più realistica è che ci siano state forti pressioni sul management della società) che hanno portato Veolia a fare marcia indietro abbandonando l’alleanza con l’Enel per la conquista di Suez. In caso di una risposta non convincente, è possibile che la Commissione faccia partire una procedura di infrazione contro il governo di Parigi. D’altro canto la Commissione Ue con molta probabilità aprirà una procedura di infrazione nei confronti della Spagna per la legge anti Opa varata contro l’offerta di E.On su Endesa, ha detto McCreevy.
Mentre vanno avanti le manovre a livello europeo, si sarebbero interrotti i contatti più o meno informali tra i gruppi interessati alla partita francese. Secondo alcuni quotidiani d’Oltralpe ci sono state trattative indirette che prevedevano la possibilità che Suez cedesse alcuni asset in Belgio nell’elettricità e nel gas. Un tentativo di compromesso che partiva anche dalla constatazione che nel caso di fusione Suez-Gaz de France alcune attività avrebbero dovuto essere vendute per non incorrere nella normativa antitrust. Sul piatto sarebbe stata messa la distribuzione del gas e dell’elettricità in Belgio. Enel in ogni caso vuole molto di più e punta al controllo dell’intera Electrabel, lasciando ai francesi le attività dell’acqua e dell’ambiente.
Così resta sospesa la questione del lancio dell’Opa Enel su Suez: il cda che si riunisce oggi difficilmente deciderà il lancio dell’offerta e preferirà attendere un chiarimento della situazione, limitandosi ad approvare il bilancio 2005 in vista dell’incontro con gli analisti che si terrà a Londra domani. Nel frattempo vanno avanti le trattative con i possibili acquirenti delle attività non core di Suez. Ma i tempi per l’Opa non potranno prolungarsi all’infinito.