Caso Fazio, clima rovente alla Banca d’Italia

Casini: nuova legge entro l’anno. Grillo (Forza Italia): credo che al Cicr si parlerà di Opa, non di riforma

da Roma

Nessuno scontro di vertice in Banca d’Italia sull’operato della Vigilanza nel caso Bpi-Antonveneta. La smentita è ufficiale, fatto rarissimo, e definisce «completamente destituito di fondamento» l’articolo pubblicato da un importante quotidiano in cui si dà conto del «duello sugli ispettori» che sarebbe in corso al piano nobile di Palazzo Koch, fra il governatore Antonio Fazio e il direttore generale Vincenzo Desario.
Il casus belli sarebbe quello, ormai noto, degli ispettori Clemente e Castaldi che hanno dato parere negativo alla richiesta della Banca popolare italiana di salire al 30% di Antonveneta; parere ribaltato poi dal governatore. I due dirigenti, secondo la ricostruzione giornalistica, sarebbero oggetto di ispezione per due motivi: aver compiuto la loro valutazione secondo i criteri di «Basilea 2», che entrano in vigore dal 2006; e soprattutto aver informato direttamente la magistratura del parere negativo. All’ispezione si sarebbe opposto Desario, per anni alla guida della Vigilanza.
Da Palazzo Koch la smentita è decisa, ma è evidente che il clima si appesantisce quando mancano ormai pochi giorni alla riunione del Comitato per il credito e il risparmio (Cicr) in cui, per la prima volta, Fazio spiegherà i suoi comportamenti sui casi Antonveneta e Bnl. Fonti sindacali affermano che mai, almeno negli ultimi 35 anni, c’è stata un’ispezione sulla Vigilanza di via Nazionale. «Siamo pronti a difendere i due condirettori generali coinvolti nella vicenda Antonveneta - dice Omero Papi, segretario del sindacato dei dirigenti Bankitalia -, ma non ci risulta né un’ispezione nei loro confronti né uno scontro tra Fazio e Desario su questo argomento». Altre fonti sindacali ricordano, comunque, che il testo unico bancario non consente il segreto d’ufficio nei confronti di richieste della magistratura.
Il meteo politico, nei confronti di Fazio, appare in queste ore tutt’altro che tempestoso. «Il nodo del mandato poteva essere risolto con la legge sul risparmio, mi auguro che venga approvata entro l’anno», osserva Pierferdinando Casini. Il governo si predispone ad ascoltare il governatore in un clima non ostile. «È molto difficile che sul ddl risparmio venga posta la fiducia», osserva il ministro per i Rapporti col Parlamento, Carlo Giovanardi. I tempi per i cambiamenti in via Nazionale si allungano, e prevale l’ipotesi di una autoriforma per la durata del mandato del governatore. «Non c’è bisogno di un intervento della politica. Una risoluzione bipartisan del Parlamento che dia tempo alla Banca d’Italia di autoriformare lo statuto è la strada giusta», spiega Luigi Grillo (Fi), presidente della commissione Infrastrutture del Senato e vicino al governatore Fazio. «Non credo che al Cicr si parlerà di autoriforma - aggiunge Grillo -: si parlerà soprattutto delle due Opa». Il parlamentare rivela poi che gli eurocommissari agli Affari interni McCreevy e alla Concorrenza Kroes hanno scritto a Fazio «in italiano» qualche giorno fa per riconoscere che le procedure seguite da Bankitalia sulle Opa sono corrette.