Caso Flachi, la procura antidoping chiede due anni di squalifica

Martedì i diritti televisivi in Senato E Falcone si lamenta: «Stipendi bassi»

Due anni di squalifica: questa la richiesta di Ettore Torri, capo della Procura antidoping del Coni, presentata per Francesco Flachi, trovato positivo ad un metabolita della cocaina il 28 gennaio scorso dopo Sampdoria-Inter. Una richiesta prevedibile, secondo l'avvocato dell'attaccante sampdoriano Paolo Rodella, «visto che è quello che prevede la norma. La procura antidoping fa il suo lavoro di inquirente ed accusatore - spiega Rodella -, francamente non ci si aspettava di meno». È solo un altro passaggio della travagliata vicenda che coinvolge il calciatore e che, se dovesse essere confermata la richiesta dell'accusa, potrebbe metterne a rischio la carriera: «Ora attendiamo il primo grado in commissione disciplinare, ringraziando Dio la procura non è l'organo giudicante - ricorda l'avvocato -. Dovremo avere ancora pazienza perché ci sono tempi tecnici che vanno rispettati: ora tutto il fascicolo passa dall'antidoping alla Federcalcio, quindi alla Disciplinare che ne dà notizia alla difesa. A quel punto dovranno trascorrere almeno 10 giorni prima che si apra il processo».
Dalla tegola Flachi ad una Samp vincente in Senato. Riccardo Garrone, infatti, porterà a casa una prima vittoria nella sua personale battaglia per rivoluzionare il mondo del calcio quando, martedì prossimo, verrà approvata a palazzo Madama, la riforma dei diritti tv nel calcio, sostenuta dal senatore genovese dell'Ulivo Graziano Mazzarello. La legge prevede una più equa redistribuzione delle risorse tra le società che partecipano allo stesso campionato: «La commissione in Senato - ha spiegato Mazzarello -, ha portato modifiche significative al testo precedente, valorizzando il ruolo delle tv locali, delle piattaforme emergenti e contributi ai campionati minori».
In una giornata che ha visto la Samp impegnata su altri fronti, a riportare la mente al finale di campionato, ci ha pensato Giulio Falcone che ha detto di non voler pensare al futuro finché si lotta per la Uefa. Tra i giocatori in scadenza di contratto, rinvia ogni decisione sulla prossima stagione al 27 maggio: «So che ci sono diverse squadre che mi cercano e non posso che esserne contento - commenta -, ma al momento il mio unico pensiero è quella speranza legata al settimo posto». A sentirlo parlare, Falcone sarebbe pronto a firmare in bianco pur di rimanere: «Non sono certo io che posso farmi un contratto da solo - continua -, vedremo se la società riterrà opportuno offrirmi un rinnovo». Dichiarazioni che Giulio Falcone ha rilasciato a margine di un convegno, «Il pallone non è solo rotondo» organizzato dal liceo King di Sturla, nel quale il difensore doriano ha parlato a 360 gradi su diritti e doveri di un calciatore, spiegando anche quello che non appare dell'attività di un professionista e riscuotendo grande interesse e ammirazione. Tanta attenzione da parte degli studenti che però non hanno gradito una battuta del giocatore sui compensi: «Con tutto il denaro che ruota attorno alla quarta azienda italiana - ha spiegato Falcone -, in proporzione i giocatori non prendono stipendi poi così alti».