Il caso della Fondazione DNart

O rganizzare una mostra d’arte con milleottocento euro? Si può. Certo la modestissima cifra può risultare del tutto inverosimile nel «mostrificio» milionario d'Italia.
Riccardo Bertollini, presidente della Fondazione DNArt, è seduto nel suo piccolo ufficio milanese di via Dell'Orso. Spiega che ci sono tre modi per promuovere eventi culturali e d'arte in Italia: quello degli editori allo scopo di vendere libri e cataloghi d'arte, quello dei cosiddetti soggetti profit, le grandi organizzazioni, da Mondo Mostre a Linea d'ombra, che pagano imponenti royalties ai grandi musei stranieri per spostare opere da un Paese all'altro.
E il terzo? «Il terzo siamo noi», risponde il presidente della Fondazione riconosciuta dallo Stato nel 2004. Sarebbe a dire? «Sarebbe a dire che dobbiamo smettere di piangerci addosso ad ogni legge finanziaria che stringe i cordoni della borsa per i Beni Culturali». In sostanza la «terza via» è una particolare forma di sinergia fra lo Stato e i cittadini, dove lo Stato fornisce il bene e il privato lo valorizza. «La Fondazione - prosegue Bertollini - è lo strumento che consente a questi soggetti di interagire, lasciando per l’appunto la conservazione per la maggior parte allo Stato, e alle associazioni la ricerca, la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio artistico».
DNArt si costituì nel 1999 nello studio del notaio milanese Enrico Bellezza, presieduta da Bertollini e diretta da Elena Fontanella, archeologa ed esperta di marketing culturale. Nel consiglio d'amministrazione manager, consiglieri di gruppi bancari, docenti universitari, storici dell'arte. La struttura della fondazione è agile: un consiglio d’amministrazione, un comitato scientifico che fornisce la propria opera gratuitamente, uno staff operativo formato da giovani neolaureati o neospecializzati retribuiti per lo più a progetto. Ma l’aspetto che Riccardo Bertollini ci tiene più di tutto a sottolineare è quello della «contestualizzazione». E spiega: «Contestualizzare un evento culturale, nella fattispecie una mostra d’arte, significa individuare le necessità di un territorio, delle sue istituzioni e dei suoi operatori economici».
Ne è un esempio la mostra Anima dell’acqua tenutasi a Milano a Palazzo Reale la scorsa primavera, che ha attirato novantamila visitatori. Fulcro del percorso espositivo lo splendido Narciso di Caravaggio, prestato gratuitamente da Palazzo Barberini. «Il nostro progetto di mostra - spiega il presidente di DNArt - parte sempre dai contatti del nostro comitato scientifico con i musei e le sovrintendenze. Se i musei condividono il progetto, ci forniscono oltre alle opere anche i testi per i cataloghi. Talvolta, come accade per la mostra attualmente in corso a Torino Luxus, utilizziamo parte dei reperti che non si riesce ad esporre. Il museo ce li presta, noi in cambio ci accolliamo il restauro. Altro momento importante, la fornitura dei servizi. Tramite aziende cui diamo visibilità, utilizzando il sistema della partnership, evitando accuratamente le archistar abbattiamo i costi degli allestimenti del 30-40 per cento. In concreto: per Anima dell’acqua, il comune di Milano non ha sborsato un euro. E neppure il comune di Torino per Luxus».
Il secondo momento punta sul marketing in senso stretto. «Costruiamo la vendibilità dell'evento. Il settore pubblico ci ha dato il lavoro scientifico, noi abbiamo organizzato il marketing. Anima dell’Acqua si è spostata a Venezia alla Ca’ D'Oro, dove è rimasta aperta fino al 22 novembre. Il museo ha portato il biglietto da 5 a 12 euro con un’offerta cumulativa mostra+museo e in estate ha quadruplicato gli ingressi, 71.000 visitatori paganti in tre mesi. La mostra l’abbiamo allestita in tre giorni con il museo aperto. Il trasportatore Montenovi del Vaticano ci ha fatto un prezzo stracciato perché vuole farsi pubblicità al nord».
Per Luxus - Il piacere della vita nella Roma imperiale (Torino, Museo dell'Antichità fino al 31 gennaio, poi all'Ara Pacis di Roma), curata da Elena Fontanella con la collaborazione della Soprintendenza archeologica del Piemonte, sono stati coinvolti imprenditori piemontesi della gioielleria e della cosmetica e sono stati esposti 300 reperti. In due mesi si sono registrati 60.000 visitatori. Proseguendo nel percorso espositivo sul simbolismo dei quattro elementi, DNArt aprirà il prossimo 12 febbraio a Palazzo Reale di Milano la rassegna Anima del Fuoco.