Caso Gea, i pm romani sono pronti a sentire Cannavaro e Trezeguet

I magistrati convocano anche Nicola Amoruso, entrato nella «scuderia» di Alessandro Moggi in occasione del suo passaggio dal Napoli alla Juve

Diana Alfieri

da Roma

Prossimamente i magistrati romani che indagano sulla «Gea» ascolteranno i giocatori della Juventus, Fabio Cannavaro e David Trezeguet. L’interrogatorio dei due calciatori in qualità di persone informate sui fatti verrà svolto, in data da stabilirsi e compatibilmente con gli impegni dei mondiali di calcio, dai pm Luca Palamara e Maria Cristina Palaia.
Il capitano azzurro che compare nell’informativa dei carabinieri del reparto operativo come calciatore Gea di cui non risulta depositata la procura, è al centro di una serie di conversazioni telefoniche intercettate che vedono come protagonisti il suo agente Enrico Fedele, Luciano Moggi e Marcello Lippi.
Tutto ruota intorno al mancato utilizzo di Cannavaro nella formazione titolare schierata nell’incontro di qualificazione per i mondiali di Germania 2006, disputata il 13 ottobre 2004 allo stadio «Tardini» di Parma contro la Bielorussia. Il giorno prima Luciano Moggi riceve una telefonata da Fedele, «che gli rappresenta che Cannavaro era rimasto male». L’ex direttore generale della Juve, «con tono di voce infastidito, replica immediatamente “Lui non è più nell’Inter e... voglio dire è rientrato, ha fatto una partita a distanza di due giorni, non può fare un’altra partita. Non è nell’Inter, deve attenersi a quello che gli dico io, perché qui si fa in un'altra maniera”».
Fedele - si legge nel rapporto - ancora una volta cerca di spiegare i motivi dell’insoddisfazione del calciatore e Moggi, questa volta con tono di voce perentorio, tronca la conversazione aggiungendo «Ma chi se ne fotte, ma tanto chi glielo leva il posto da titolare nella nazionale, fino a che, fino a che c’è il fiato nostro non ci sono problemi». E ancora. Il 14 ottobre Moggi parla con Marcello Lippi della vicenda Cannavaro e della telefonata avuta con Fedele.
Per quanto riguarda Trezeguet l’audizione dovrebbe riguardare il suo rapporto che aveva con il procuratore Antonio Caliendo, ieri sentito in procura a Roma come testimone. Sempre in merito alla audizione di Caliendo, i pm intendono sentire il calciatore, ora alla Reggina, Nicola Amoruso, che passò dallo stesso Caliendo alla Gea in occasione del suo trasferimento dal Napoli alla Juventus negli anni scorsi.
Intanto ieri in procura si è svolto un incontro tra i pubblici ministeri titolari dell’inchiesta e il procuratore capo Giovanni Ferrara per fare il punto sulle indagini e del calendario delle nuove audizioni, alla luce anche della nuova contestazione di associazione a delinquere finalizzata alla illecita concorrenza con minacce e violenza ipotizzata nei confronti di Luciano e Alessandro Moggi, Chiara Geronzi, Franco Zavaglia, Davide Lippi, Riccardo Calleri, Giuseppe De Mita e Tommaso Cellini.
Tutto da sviluppare, intanto, il filone arbitrale legato all’influenza e in particolare quello che i carabinieri definiscono la «combriccola romana» composta da quattro fischietti presumibilmente legati a collegati alla «cupola moggiana». Rimangono così oggetto di verifiche le posizioni degli arbitri Farina, De Santis, Palanca e Gabriele, così come sono in corso gli accertamenti patrimoniali e bancari sulla Gea delegati alla Guardia di finanza; un filone, quest’ultimo, su cui i magistrati hanno intensificato i controlli.
Nonostante la mole del lavoro che li attende, i pubblici ministeri della capitale, Luca Palamara e Maria Cristina Palaia, si sono detti fiduciosi per i tempi necessari agli accertamenti e ai riscontri investigativi. E ieri si sono dati «ufficialmente» un paio di mesi di tempo per chiudere l'inchiesta.