Il caso I cavilli salvano bigamo tra Lodi e New York

In Italia si può anche essere bigami impuniti. Accusato a Lodi di bigamia, G.M. è stato infatti assolto. Nato a Cerignola nel ’62 e lodigiano dall’età di vent’anni, a Casalpusterlengo trova lavoro, amore e moglie. Arrivano tre figli ma alla lunga le cose non vanno fino alla separazione nel ’99. Come dirà al giudice, lui pensa che il divorzio, tre anni dopo il primo atto, sia automatico tanto da essere partito tranquillo per New York dove l'8 luglio 2004 si sposa con una donna peruviana, sua coetanea, conosciuta nella panetteria-pizzeria di quello che diventerà suo cognato. Ma gli manca l'Italia. Nel 2007 torna a Casalpusterlengo e va dritto all'anagrafe dove si accorgono al volo del doppio matrimonio in essere. La legge italiana è chiara: la bigamia è un reato penale, perseguibile d'ufficio. Ma il suo legale ha fatto notare che la prima moglie non ha mai sporto querela, preferendo non ricordare. E poi il cavillo: manca anche, per la condanna, la richiesta a procedere del ministro della Giustizia. Morale: non luogo a procedere.