Caso Klotz, la Biancofiore (Fi) attacca: "Da D'Alema e Amato silenzio complice"

Sul caso Alto Adige e sul tentativo
in atto di smantellare tutti i "simboli" di italianità (dai
cartelli stradali ai nomi delle vie...), interviene la battagliera
parlamentare di Forza Italia Michaela Biancofiore: "Il ministro degli Esteri si faccia consigliare dall'ex presidente Ciampi... lui annullò una visita di Stato in Austria"

Bolzano - Sul caso Klotz, ma viene da dire il caso Alto Adige, con il tentativo in atto di smantellare tutti i possibili "simboli" di italianità (dai cartelli stradali ai nomi delle vie...) a favore di quelli tedeschi, interviene la battagliera parlamentare di Forza Italia Michaela Biancofiore. Che se la prende soprattutto con il nostro ministro degli Esteri. La vicenda dei cartelli anti-Italia infatti fa parte di una strategia propagandistica messa in atto da Eva Klotz per lanciare il suo nuovo partito ri raccolta tedescofon-irredentista, in vista delle elezioni amministative che si terranno il prossimo ottobre 2008. Mentre i rischi arrivano da altre iniziative messe in atto dalla maggioranza di lingua tedesca altoatesina e della Svp, per questa Michaela Biancofiore chiama direttamente in causa i silenzi dei ministri D'Alema e Amato. "Sicurezza e politica estera si confermano ogni giorno di più e su temi fondamentali, grovigli inestricabili di questo governo. Il mutismo politico di fronte le minacce che attentano all’unità del nostro Paese e alla mancanza di rispetto dei trattati internazionali da parte di altre nazioni (il riferimento è all'Austria, ndr) nei confronti del nostro Paese - accusa la deputata di Forza Italia -, equivale ad una conclamata complicità del governo, lesiva anche dell'iimagine simbolico dello Stato innanzi ai cittadini e agli osservatori internazionali".

I silenzi di D'Alema e Amato Messaggio politico ai ministri, dunque: "Debole Stato con debolissimo governo verrebbe da dire... I ministri dell’Interno Giuliano Amato e degli Esteri Massimo D’Alema, interpellati più volte innanzi alle pericolose provocazioni della consigliera regionale e provinciale Eva Klotz, che, in Alto Adige, con sprezzo dello Stato, delle istituzioni, dei sentimenti dei gruppi etnici locali, si sta irresponsabilmente divertendo a ridisegnare i confini del territorio italiano, hanno professato la propria indifferenza e irrilevanza sul caso, a tal punto da non prendere alcuna posizione".

Nessun rilievo all'Austria "Il ministro degli Esteri - aggiunge la Biancofiore - non si è nemmeno preoccupato di utilizzare la formula di rito che consiste nel "manifestare sorpresa" nei confronti dell'Austria per aver dato l'avallo alla deposizione in terra austriaca al confine col Brennero del cartello "Suedtirol isti nicht Italien - l'Alto Adige non è Italia".

"Seguano l'esempio di Ciampi" Sarebbe opportuno se i due ministri decidessero innanzitutto di "esercitare le proprie responsabilità istituzionali tralasciando gli opportunismi politici, e annotassero in agenda una sincera chiacchierata con l'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che nel 2003 annullò la visita istituzionale in Austria per certi propositi di “sconfinamento ” manifestati dall'allora Parlamento austriaco verso l’Italia", consiglia polemicamente Michaela Biancofiore, che attacca ancora gli esponenti del governo Prodi: "L'amor di Patria dovrebbe venire prima delle maggioranze politiche. Ai ministri pertanto suggerisco un libro di storia o un manuale delle Nazioni Unite, perché di fronte allo scripta manent di alcuni accordi internazionali ricordati ad arte solo dai predicatori di un irredentismo anacronistico ed elettoralistico, capiscano quanto sia grave agli occhi dei cittadini altoatesini ma direi italiani in genere, l’oltraggio in corso e facciano valere le loro importanti deleghe adottando misure di richiamo e fermezza".

"Italiani minoranza in casa loro" "O noi italiani dell'Alto Adige - conclude la Biancofiore polemicamente - dobbiamo aspettarci da questo governo quelle misure di esplusione che si sono viceversa rimangiati per i rumeni dopo il caso reggiani ? Mi chiedo, infine, quale è il rispetto che il governo riserva al Parlamento, dal momento che gli atti ispettivi di indirizzo e di controllo rimangono per lo più inevasi conformemente alle condizioni politiche contingenti".