Caso Litvinenko, ora il Cremlino espelle quattro diplomatici inglesi

Il ministro degli esteri Mikahil Khaminin risponde alla mossa del Regno Unito che, per protestare contro la mancata estradizione di Lugovoi sul "caso Litvinenko", aveva espulso quattro diplomatici russi di stanza a Londra. Putin: "Supereremo questa mini-crici"

Mosca - Mosca ha dato oggi una risposta 'occhio per occhio, dente per dente' alle misure diplomatiche annunciate lunedì scorso da Londra dopo il rifiuto russo di estradare l'uomo d'affari Andrei Lugovoi, ritenuto da Scotland Yard il principale sospetto nell'avvelenamento con polonio radioattivo dell'ex spia del Kgb Aleksander Litvinenko. Ma non sembra esserci stato nessun gioco al rialzo, anche perché il leader del Cremlino Vladimir Putin, rompendo il silenzio sulla vicenda, ha abbassato i toni dicendosi certo che i due Paesi, ispirandosi al buon senso e al rispetto degli interessi legittimi, "supereranno" quella che ha definito una "mini crisi".

Dopo la convocazione dell'ambasciatore britannico a Mosca Tony Brenton, il portavoce del ministero degli esteri russo, Mikhail Kaminin, ha annunciato pubblicamente la contromossa, sostanzialmente simmetrica: espulsione di quattro diplomatici entro dieci giorni, sospensione dei visti per i funzionari britannici e dele missioni dei funzionari russi a Londra, nonché l'interruzione della collaborazione sul fronte della lotta al terrorismo, nervo scoperto della controparte, soprattutto negli ultimi tempi.

Una reazione che arriva sullo sfondo di rapporti bilaterali sempre più deteriorati, dopo le notizie di ieri su una presunta violazione dello spazio aereo britannico da parte di bombardieri russi e, in particolare, dell'arresto di un sicario incaricato di uccidere il magnate russo Boris Berezovski, riparato a Londra nel 2000 dopo essere entrato in rotta di collisione con il Cremlino. Il neo ministro degli esteri britannico, Davide Miliband, ha definito le contromisure "completamente ingiustificate", dopo aver incassato tra ieri e oggi la solidarietà della presidenza di turno portoghese della Ue e del segretario di Stato usa Condoleezza Rice. Una solidarietà, quella europea, che potrebbe tra l'altro danneggiare i rapporti tra Ue e Mosca, se venisse manifestata "in modo selettivo solo verso il nostro Paese", come ha ammonito Vladimir Cizhov, rappresentante permanente della Russia presso le istituzioni europee.

Ma Kaminin ha gettato acqua sul fuoco, sottolineando come la risposta di Mosca sia stata "mirata, equilibrata e minimamente necessaria", dopo la "consapevole scelta di Londra di aggravare le relazioni bilaterali". "Il governo laburista è guidato da tutto tranne che dal buon senso e dal pragmatismo tipicamente britannico, ma sono convinto che alla fine il buon senso prevarrà e che le relazioni russo-britanniche saranno liberate da circostanze artificiose e gravose, come le speculazioni interne britanniche o ogni spinta a giocare la carta russa nella politica europea o euro-atlantica", ha osservato. Anche per la maggior parte degli analisti, da Gleb Pavloski a Serghei Markov, quella russa è stata una contromossa "moderata", "speculare", "la minima possibile", per non compromettere relazioni che hanno anche un forte risvolto economico-finanziario, dato che la Gran Bretagna resta il primo investitore straniero in Russia.

Il quotidiano Izvestia aveva già previsto nei giorni scorsi che Londra e Mosca avrebbero "litigato malvolentieri", costrette a mosse obbligate in contesti politici interni dove rispettivamente un leader appena insediato come Gordon Brown ha bisogno di acquistare consensi e uno in partenza come Putin vuole mantenerli per darli in dote al suo successore. Due leader destinati, insomma, a fare "i passi del programma obbligatorio di pattinaggio artistico".

"Bisogna ben ponderare le proprie azioni, bisogna con il buon senso rispettare i diritti e gli interessi dei propri partner, allora la situazione migliorerà e la mini-crisi verrà superata", ha detto Putin a Saransk, nell'ovest della Russia, dopo un incontro con il presidente finlandese Tarja Halonen e con il premier ungherese Ferenc Gyurcsany. "Penso che le relazioni russo-britanniche si svilupperanno normalmente - ha aggiunto - lo sviluppo di questi rapporti ci interessa, sia dal versante russo che da quello britannico".