Caso Marrazzo Brenda e il trans ucciso sul fiume, indaga lo stesso Pm

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e occultamento di cadavere in relazione al ritrovamento, avvenuto tre giorni fa nei pressi di Ostia Antica, del cadavere di un trans chiuso in un sacco della spazzatura e gettato in un canneto. Della vicenda si stanno occupando il Pm di turno e il collega Rodolfo Sabelli che già indaga sul caso Marrazzo e sulla morte del trans Brenda, morto il 20 di novembre in uno strano incendio divampato nel suo monolocale romano.
Gli inquirenti lasciano aperta ogni pista e rimangono in attesa dei primi accertamenti autoptici per capire se il cadavere presenti fratture o lesioni da colpo d’arma da fuoco. Gli accertamenti medici non si annunciano facili, viste le pessime condizioni del corpo, rimasto all’aperto per circa un mese e ormai divorato dagli animali. Gli esperti del policlinico Gemelli cercheranno di identificare il viado attraverso le impronte digitali.
La decisione di verificare se le due morti possano essere in un qualche modo legate, secondo quanto si è appreso, non è dovuta alla scoperta di elementi specifici quanto alla coincidenza dei due decessi. Anche quello del trans trovato ad Ostia Antica, infatti, dovrebbe risalire a oltre un mese fa. Ma per incardinare le indagini sarà necessario riuscire ad identificare il cadavere abbandonato su un riva del Tevere. Intanto i carabinieri di Ostia guidati dal colonnello Giuseppe La Gala stanno effettuando una «battuta» all’interno della pineta di Castel Fusano per mettere «sotto torchio» i transessuali che frequentano la zona e capire se qualcuno sia a conoscenza di particolari utili alle indagini o abbia saputo della scomparsa di un viado. La vittima indossava solo uno slip, il cappotto e scarpe con tacchi a spillo.