Caso Mele, la procura procede per reato di cessione stupefacenti

Il procuratore Giovanni Ferrara ha delegato gli accertamenti alla squadra mobile che,
dopo aver ascoltato la giovane "squillo" sentitasi male, dovrà raccogliere anche le
dichiarazioni testimoniali dell’amica

Roma - Cessione di sostanze stupefacenti: è questa l’ipotesi di reato formulata dalla procura di Roma nell’ambito dell’inchiesta sulla serata "allegra" trascorsa venerdì sera in un hotel di via Veneto dall’ex deputato dell’Udc, Cosimo Mele, in compagnia di due donne, di cui una ricoverata all’ospedale San Giacomo in evidente stato confusionale forse per l’assunzione di droga.

Il procuratore Giovanni Ferrara ha delegato gli accertamenti alla squadra mobile che, dopo aver ascoltato la giovane "squillo" sentitasi male, dovrà raccogliere anche le dichiarazioni testimoniali dell’amica. Gli inquirenti vogliono capire chi ha portato la droga in camera e chi l’ha ceduta agli altri. Sul punto, le versioni dell’ex parlamentare dell’opposizione e della ragazza ricoverata non coincidono assolutamente: lui ha escluso di aver portato droga, lei non è stata dello stesso avviso. E così sarà inevitabile l’audizione di Mele. "Si deve ancora decidere in quale veste sarà sentito", spiegano a palazzo di giustizia, cioè se da indagato o da persona informata sui fatti.