Caso Meredith, i pm: "Condanna a ergastolo per Knox e Sollecito"

"Le prove scientifiche sono inconfutabili e sovrapponibili", è iniziata così la requisitoria del pm Manuela Comodi nel processo a Raffaele Sollecito e Amanda Knox: chiesto il carcere a vita

Perugia - Egastolo. E' questa la richiesta dei pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, accusati dell’omicidio di Meredith Kercher. I magistrati hanno così concluso la loro requisitoria davanti alla Corte d’assise di Perugia.

Mignini chiede l'ergastolo
A formulare la richiesta di ergastolo in aula è stato il pm Mignini. Si tratta del magistrato che ha seguito l’indagine fin dall’inizio. Il pubblico ministero ha inoltre chiesto che la Knox venga condannata a nove mesi di isolamento diurno e Sollecito a due mesi. Sollecito e la Knox si proclamano estranei al delitto. La sentenza è attesa nei primi giorni di dicembre. Per l’omicidio di Meredith Kercher è stato già condannato a 30 anni di reclusione, con il rito abbreviato, Rudy Guede. Nel processo d’appello a suo carico il pg ha chiesto la conferma della condanna. Anche Guede si è proclamato innocente. Al termine della requisitoria il processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox è stato rinviato a venerdì prossimo per l’ intervento delle parti civili. Poi parleranno le difese. La sentenza è attesa intorno al 4-5 dicembre.

La requisitoria
"Prove scientifiche inconfutabili e sovrapponibili" a quanto emerso dalle indagini: il pm Manuela Comodi ha cominciato così la sua requisitoria davanti alla Corte d’assise di Perugia nel processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher. Il magistrato ha sottolineato che non è stato leso alcun diritto delle difese. "L’unico diritto leso - ha detto la Comodi - è stato quello della polizia scientifica e della postale a vedere riconosciuto il loro lavoro". Il pm ha quindi cominciato a parlare dei dati relativi alle celle telefoniche esaminati nell’indagine. Anche oggi Sollecito e la Knox, che si proclamano innocenti, sono entrambi in aula.

Amanda: "Non odiavo Mez"
"Meredith era mia amica e non la odiavo. È assurda l’idea che volessi vendicarmi di una persona che era stata gentile con me": Lo ha detto Amanda Knox prendendo la parola per una breve dichiarazione spontanea davanti alla Corte d’Assise di Perugia dopo la richiesta di condanna all’ergastolo avanzata dai Pubblici Ministeri. La giovane di Seattle ha parlato in italiano ed è apparsa commossa. "Non ho avuto - ha detto ancora Amanda - alcun rapporto con Rudi. Quello che ho sentito negli ultimi due giorni è pura fantasia, non è la realtà".

La ricostruzione video del delitto
È stato proiettato in aula il video, una sorta di cartone animato, del teorema dell’accusa sull’omicidio di Meredith Kercher. Nessuna telecamera ha potuto filmare il video, ma la sua proiezione su decisione della Corte d’Assise è stata resa pubblica. Sia le immagini sia i personaggi sono a grandezza naturale. Il pm, Manuela Comodi, ha svolto il ruolo della voce narrante sulle singole proiezioni dell’omicidio. Ore 15.48 del 1 novembre 2007: Meredith invia sms dove avverte le use amiche inglese del ritardo all’appuntamento con loro. Ore 16: Meredith lascia l’abitazione di via della Pergola per recarsi a casa delle amiche. Alcuni minuti dopo Raffaele e Amanda lasciano l’abitazione dei via della Pergola per andare a casa Sollecito. Ore 18: Amanda Knox esce da casa di raffaele sollecito. Questo stando alle cellule telefoniche. Ore 18.27: Raffaele Sollecito interagisce con il suo pc portatile per vedere il film ’Il magico mondo di Ameliè. Ore 20.18: Amanda Knox invia Ulisse Rocchi riceve un sms da Lubumba nel quale invita la ragazza a non presentarsi al locale dato che non avrebbe lavorato. Ore 20.30 Amanda Knox torna in via Garibaldi a casa di Raffaele Sollecito. Ore 20.38 Amanda invia un sms di risposta a Patrick Lumumba. Ore 20.46 Sollecito spegne cellulare. Si trova ancora nell’abitazione di via Garibaldi. Ore 20.45: si è conclusa la frugale cena di Meredith con le amiche inglesi. Metz parte in direzione di via della Pergola con una sua amica che la lascerà a metà del tragitto per recarsi nella sua abitazione. Ore 21: Meredith è a casa mangia un fungo, si sdraia sul letto legge alcune dispense dell’università. Ore 21.10: non c’è più interazione umana con il pc di Raffaele Sollecito. Ore 21.45: Amanda e Raffaele escono di casa e si recano in piazza Grimana. A poche decine di metri da via della Pergola i due giovani discutono, osservano dalla staccionata la casa e decidono sul da farsi. Un atteggiamento sospetto che sarà riportato in aula dal testimone Curatolo. Ore 23.20: Amanda apre la porta di via della Pergola.