Caso Novi, il Csm «processa» i pm di Genova

(...) Lalla ha espresso subito il suo dissenso scrivendo in fondo alla richiesta di arresti domiciliari (presenta a dicembre) che Novi andava lasciato in libertà perché «incensurato, ultra settantenne» e perché «nella sua carica in scadenza, secondo i capi di imputazione, avrebbe compiuto dei reati senza fini di lucro personale». «Nella più severa delle ipotesi - scriveva ancora - appare adeguata ed efficace la misura interdittiva dall’esercizio dei pubblici uffici». Un «chiaro no, motivato come era mio dovere» spiegò poi. Ma la richiesta è stata comunque accolta dal giudice per le indagini preliminari Franca Borzone che ha sposato la tesi dei pm: ai domiciliari, Novi non avrebbe potuto prendere contatto e influenzare altri indagati.
L’arresto di Novi è scattato il 4 febbraio. I suoi avvocati hanno presentato ricorso, ma prima della pronuncia del tribunale del riesame è arrivata la revoca degli arresti, firmata dallo stesso gip con il parere favore dei tre pm. Novi è tornato in libertà il 15 febbraio, poche ore dopo è morta sua moglie Nucci Ceppellini. I figli, quello stesso pomeriggio, avevano scritto una lettera, raccontando che la madre - malata ma attiva - alla notizia dell’arresto del marito aveva avuto un tracollo fisico che aveva reso necessario il ricovero. Ai funerali di Nucci Novi, padre Luca Bucci ha invitato i pm a non trattare le persone come pezzi di legno. «Prima di aggredire una famiglia - ha detto nell’omelia - chiunque dovrebbe valutare il contesto generale». Parole alle quali ha risposto il pm Enrico Zucca, spiegando a Repubblica di accettare l’invito all’umiltà rivoltogli dal frate così come il suo giudizio sommario.
Sulla richiesta di arresto e i contrasti tra i pm e il procuratore Lalla ora la settima sezione del Csm (competente sull’organizzazione degli uffici giudiziari) vuole fare chiarezza. A differenza del caso Henriquet (quando Lalla sconfessò in aula il pm Francesco Pinto chiedendo l’assoluzione del professore e il Csm «indagò» dopo un esposto dei pm, poi respinto), stavolta il Consiglio si è mosso da solo dopo aver letto le notizie di stampa. Scopo della richiesta della settima commissione è verificare se alla base dei contrasti nella procura di Genova possano esserci anomalie organizzative dell’ufficio. Cesare Manzitti, uno dei legali di Novi, preferisce non commentare. «Il mio interlocutore è il tribunale, non il Csm - spiega - Secondo noi la richiesta dei pm è illegittima, il 25 è fissata l’udienza del tribunale del riesame».