Caso Orlandi Agca: «Emanuela è viva e sta bene»

«Emanuela è viva e tornerà presto a casa». Mehmet Ali Agca, l’attentatore di Papa Wojtyla, lo ha ribadito a Pietro Orlandi, fratello della ragazza vaticana scomparsa nel giugno 1983, che è volato da Roma a Istanbul per incontrarlo. Del faccia a faccia ha parlato il quotidiano Sabah con un articolo della giornalista Yasemin Taskin, corrispondente da Roma, che ha assistito all’incontro. «Emanuela è viva, te lo posso garantire - ha detto Agca -. Può trovarsi in Francia o in Svizzera dove abita in una villa lussuosa. La troveremo insieme. Ho prove precise in mano. L’hanno rapita per ottenere la mia liberazione, ma non sono responsabile del rapimento. Posso mettermi in contatto con i rapitori. Ti darò documenti così importanti che saranno costretti a liberarla. Spero che lei tornerà a casa prima del prossimo mese di giugno». Era stato proprio Pietro Orlandi a chiedere un incontro, dopo le esternazioni dell’ex Lupo Grigio all’uscita dal carcere di massima sicurezza Sincan, vicino ad Ankara, dove ha scontato quasi 10 anni per l’uccisione di un giornalista.