Caso P3, Mancino dai pm come testimone

L’ex vicepresidente del Csm Nicola Mancino è stato interrogato ieri come testimone nell’ambito dell’indagine della Procura di Roma sulla «P3». Mancino è stato ascoltato dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal Pm al pm Rodolfo Sabelli per circa un’ora. Lasciando il palazzo di Giustizia non ha voluto fare dichiarazioni ai cronisti: «Ho sempre difeso – ha detto –la riservatezza dell’attività giudiziaria e non intendo venire meno a questo criterio». L’ex vicepresidente del Csm Mancino, secondo quanto si è appreso, è stato ascoltato in relazione alla sua conoscenza con Pasquale Lombardi, uno dei tre indagati per la vicenda «P3» per violazione della legge Anselmi che vieta la costituzione di società segrete. Mancino, a proposito dei suoi rapporti con Lombardi, ha detto in passato che la conoscenza si è limitata ad un incontro in occasione di un convegno e successivamente alla partecipazione all’inaugurazione di un anno giudiziario in Cassazione. Oggetto dell’interrogatorio anche la nomina al Csm di Alfonso Marra quale presidente della corte di appello di Milano. Nel mesi scorsi, Lombardi, aveva raccontato ai magistrati di aver rapporti di consuetudine con Mancino da oltre 40 anni.