Caso Pecoraro, procura di Roma: fuga di notizie

Aperta dalla procura capitolina un’inchiesta sulla fuga di notizie
relative all’indagine della magistratura di Potenza. Ad oggi risulterebbe <strong><a href="/a.pic1?ID=252513">sotto indagine anche il fratello del ministro</a></strong> all'Ambiente

Roma - La Procura di Roma ha aperto oggi un’inchiesta sulla fuga di notizie relative all’indagine della magistratura di Potenza sul ministro dell’Ambiente uscente e leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, accusato con altri di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e corruzione. Lo riferiscono fonti giudiziarie.

Sotto indagine anche il fratello del ministro Sono in via di iscrizione nel registro degli indagati della procura di Roma i nomi del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e di tutti gli altri coinvolti nell’inchiesta di Potenza su viaggi e voli gratis in cambio di favori. Si tratta di un atto dovuto in presenza di un fascicolo processuale trasmesso, per competenza territoriale, da un’altra autorità giudiziaria. Tra gli indagati anche il fratello del ministro, il senatore verde uscente Marco Pecoraro. Ieri il leader dei Verdi ha detto di essere pronto a rinunciare all’immunità parlamentare e di voler fare chiarezza sulla vicenda. "Rinuncerò all’immunità parlamentare perché non voglio nessuna ombra", ha detto Pecoraro Scanio durante una conferenza stampa. "In tutta la mia vita, in 20 anni di attività politica, non ho mai avuto a che fare con la giustizia".

Le carte di Potenza La Procura di Roma ha ricevuto da Potenza una dozzina di faldoni, attualmente all’esame del procuratore capo Giovanni Ferrara che dovrà stabilire se contengano atti di competenza del Tribunale dei ministri o se la documentazione debba rimanere all’esame della procura capitolina, secondo quanto riferiscono fonti giudiziarie. In caso contrario, Ferrara rinvierà i documenti alla procura di Potenza, dove titolare del fascicolo è il pm John Woodcock, già protagonista di altre inchieste che hanno avuto forte risalto mediatico su politici e personaggi dello spettacolo, come l’agente fotografico Fabrizio Corona. E proprio indagando sulle relazioni di Corona, dicono le fonti, gli inquirenti sono risaliti attraverso intercettazioni a un imprenditore di Policastro e di qui a un’agenzia di viaggi di Perugia, la Visetur, che avrebbe ottenuto un appalto per organizzare viaggi, trasferte e soggiorni per conto del ministero. In cambio, ritengono gli inquirenti, il leader dei Verdi avrebbe ottenuto voli e soggiorni gratuiti.

I reati ipotizzati Il coinvolgimento del ministro - contro cui è ipotizzato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa contro la Pubblica Amministrazione e quello di corruzione - risulterebbe da altre intercettazioni. L’inchiesta riguarderebbe anche un filone relativo al trattamento di rifiuti in Campania, hanno detto fonti investigative, mentre alcuni giornali oggi parlano di un capitolo relativo anche alle bonifiche ambientali.