Il caso Pennisi rischia di travolgere il Pgt

Il sindaco le ha sollecitate già due volte. Dimissioni, letterale. Ma Milko Pennisi finora non ha ceduto: attraverso il suo legale ha annunciato solo l’«autosospensione» dalla carica di consigliere comunale. Formula che si traduce in poco e niente. Il Pdl, che già lo ha scaricato, dovrà decidere a più alti livelli come e se fare pressing perchè lasci ufficialmente l’incarico a Palazzo Marino e il cda della Fondazione Stelline. Pennisi si trova nel carcere di San Vittore da giovedì con l’accusa di aver intascato una tangente da 10mila euro per sbloccare una pratica edilizia. Già all’indomani si era autosospeso dal Pdl e dalla presidenza della Commissione urbanistica, ma con le dimissioni anche dal consiglio avrebbe (un po’) alleggerito l’intervento del sindaco oggi pomeriggio in aula. All’ordine del giorno, la ripresa della discussione sul Piano di governo del territorio interrotta giovedì dopo la notizia dell’arresto. Di fatto, sarà un «processo» a Pennisi, alla giunta Moratti e al futuro del Pgt, su cui il presidente della commissione nel mirino ha giocato un ruolo strategico. Non a caso il Pd ha chiesto la guida della Commissione, «non ci interessa una poltrona - ribadisce il capogruppo Pierfrancesco Majorino - ma crediamo che vada ribaltato il lavoro di Pennisi, per verificare interferenze o atti poco chiari e che in futuro ci debbano essere garanzie per una gestione trasparente. Senza la presidenza per noi la discussione sul Pgt è bloccata». Il Pdl non ci sta, oggi nella riunione di gruppo convocata un’ora prima del consiglio indicherà in Carmelo Gambitta l’uomo giusto per ricoprire l’incarico. «Raccogliamo l’invito del Pd a convocare una seduta che metta in luce in maniera approfondita se ci sono zone grigie o se si è trattato solo di atti che, come crediamo, sono dovuti solo alla volontà di un singolo - spiega il capogruppo Giulio Gallera -, ma la Commissione urbanistica è uno strumento fondamentale di governo e pertanto deve restare in capo alla maggioranza. E la risposta a quanto è accaduto non è bloccare i lavori, ma fare e accelerare» replica Gallera. Majorino però inviterà a una riflessione anche su aziende ed enti partecipati, visto che Pennisi sedeva nel cda delle Stelline: «Ristabiliamo l’equilibrio tra controllori e controllati, fuori i politici da tutti i cda».
Certo è che se già sul Pgt le contro-parti stavano faticosamente arrivando vicino ad un accordo almeno sui temi di un grande parco allo Scalo Farini e su una quota determinata di housing sociale in ogni quartiere di futura trasformazione - o meglio, ci stavano arrivando Pdl e Pd, visto che il confronto con la sinistra radicale non è partito -, dopo la bufera la sensazione è che sia tutto da rifare. E le chance di un’approvazione prima delle elezioni regionali sono ridotte ai minimi termini, anche se l’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli e il sindaco Moratti oggi faranno un appello forte e bipartisan a non fermare il dialogo e i lavori. Scettico anche il capogruppo della Lega, Matteo Salvini: «Speriamo di poter andare avanti, ma con l’arresto di giovedì, temo che salti tutto quanto».
Prendere lezioni dal caso Pennisi, ed evitare che situazioni simili si ripetano. In questo senso ieri il sindaco è tornato a parlare della questione e lo ha fatto in riferimento alle liste elettorali per le prossime regionali. Nel compilare il listino (che si chiude tra oggi e domani) «ci vuole attenzione» ha avvertito il Pdl, non candidare ad esempio «chi è coinvolto in vicende giudiziarie». Chi scende in politica «deve essere disponibile a sacrifici e sapere che la politica è al servizio dei cittadini. Chi vuole avere una carriera che porta denaro forse non sceglie di entrare in politica».