Caso Pennisi, spuntano tracce di altre tangenti

Le perquisizioni della Guardia di
Finanza avrebbero fatto emergere altre tangenti versate a Pennisi. Alla Moratti non bastano le dimissioni dalla Commissione urbanistica: "Lasci ogni incarico comunale". E Podestà: "Valuteremo sospensione dal Pdl"

Milano - Le perquisizioni della Guardia di Finanza avrebbero fatto emergere altre tangenti versate a Milko Pennisi, il presidente dimissionario della Commissione urbanistica del Comune di Milano arrestato ieri con l’accusa di aver incassato una mazzetta da 10mila euro da un imprenditore, Mario Basso, per sbloccare una pratica edilizia. E il sindaco Letizia Moratti ha auspicato che "il consigliere Pennisi dopo aver dato le dimissioni da presidente della commissione urbanistica dia le dimissioni dagli incarichi che sono comunali o collegati al Comune".

Tracce di nuovi versamenti Emergono tracce di altri versamenti da parte di altri imprenditori a Milko Pennini, il consigliere comunale del Pdl di Milano, arrestato ieri pomeriggio pochi secondi dopo aver incassato la rata di 5000 euro di una mazzetta da 10 mila da un imprenditore al fine di sveltire una pratica edilizia. Fonti della procura parlano di "spunti investigativi molto interessanti". Altri imprenditori potrebbero presentarsi dai pm nei prossimi gironi per dire di aver pagato Pennisi. Gli inquirenti sono comunque pronti a convocare i legali rappresentanti delle società che avevano in corso pratiche urbanistiche. Pennisi, nell’interrogatorio durato fino a notte, non ha chiamato in causa altre persone. Stando a quanto si apprende non avrebbe fornito spiegazioni precise sui motivi che l’avevano indotto a chiedere e ottenere la tangente da M.B. per la ristrutturazione di un palazzo nel quartiere Bovisa. I pm non hanno ancora mandato al gip la richiesta di convalida dell’arresto. Lo faranno nel tardo pomeriggio. Quindi l’udienza di convalida dovrebbe essere fissata per domenica. La decisione del gip, più che scontata considerando il reato di concussione in flagranza, dovrebbe arrivare lunedì. 

Computer e documenti al vaglio degli inquirenti Gli investigatori stanno vagliando il contenuto di tre computer riconducibili al consigliere comunale e altri due utilizzati dalla sua segretaria, Silvana Rezzani, oltre a una montagna di documenti cartacei tale da riempire un’intera stanza. Gli inquirenti dedicano la loro attenzione anche alla documentazione sequestrata nello studio dell’architetto Giulio Orsi, che fino all’anno scorso lavorava nel settore delle pratiche edilizie del Comune. A quanto si apprende l’architetto, che non è indagato, è stato perquisito al fine di trovare riscontri a dichiarazioni rilasciate da Mario Basso, il titolare della società immobiliare Style di Ponte di Legno che, assistito da un avvocato di Brescia, ha denunciato di essere vittima di concussione.

Il Pdl valuta l'espulsione dal partito "Ne parlerò all’interno del partito, è possibile", ha detto Guido Podestà, presidente della provincia e coordinatore regionale del Pdl, riguardo a una possibile sospensione di Pennisi dal partito. Podestà crede, infatti, che "ci sia nei diversi gruppi politici il positivo e il negativo". "Certi comportamenti patologici - spiega Podestà - devono essere eliminati e allontanati dalla politica". Anche la Moratti tiene la stessa linea: "Ho portato in Giunta un comunicato che è stato condiviso dalla Giunta con una ferma condanna ad ogni atto illegale e con una posizione della Giunta che intende proseguire nel massimo rigore e nella massima trasparenza i lavori negli interessi dei cittadini".