Caso Petrella: perplessità del governo

Roma - Ha suscitato "perplessità", nel governo italiano, e anche nell'opposizione, la decisione di Sarkozy di non estradare, per motivi umanitari connessi alle cattive condizioni di salute - come spiegato da una nota dello stesso Eliseo che vuole fugare i dubbi sull'affievolimento della cooperazione italo-francese - l'ex brigatista Marina Petrella.

Ad esternare il malumore di Palazzo Chigi è stato il sottosegretario alla giustizia Elisabetta Alberti Casellati. "E' una decisione che mi lascia perplessa. Non mi piace che la Francia - ha detto Casellati - consideri l'umanità nel trattamento dei detenuti quasi un marchio esclusivo. Nel nostro Paese la riabilitazione attraverso il reinserimento sociale e le cure adeguate, in caso di malattia, sono principi inseriti nella Costituzione, come patrimonio della nostra cultura e della nostra civiltà". Sulla stessa scia - sempre dall'interno della maggioranza - anche Isabella Bertolini (Pdl) che ha definito 'l'affaire Petrellà "una terribile beffa".

Non dissimile il commento che arriva dall'opposizione a voce dell'ex sottosegretario di Via Arenula Luigi Li Gotti, legale di fiducia della famiglia Calabresi e senatore dipietrista. "E' uno smacco per l'Italia: il 'no' all'estradizione è una decisione esclusivamente politica, i presupposti giudiziari c'erano tutti". Critico anche il commento di Olga D'Antona (Pd), vedova del giuslavorista ucciso dalle nuove Br. "E' inaccettabile che Sarkozy continui a mantenere la linea di Mitterrand, è una mancanza di rispetto verso il nostro Paese che si batte contro la pena di morte e la tortura".

Pollice verso anche dal sindacato autonomo di polizia che ritiene "inaccettabile non concedere l'estradizione ad una terrorista condannata, tra l'altro, per l'omicidio di un poliziotto". "Amarezza" è stata espressa, inoltre, da Donato Capece sindacalista della polizia penitenziaria.

Ma la sinistra... Di segno opposto solo le dichiarazioni dei collettivi parigini a sostegno di Petrella che, adesso, auspicano "una soluzione politica anche per gli altri rifugiati italiani in Francia". E quelle di plauso venute dagli ex parlamentari Francesco Caruso (Prc) e Paolo Cento (verdi) che auspicano, anche con una amnistia, la "chiusura della stagione degli anni di piombo".