Caso procuratori Bush ammette errori del ministro

da New York

«Arrabbiato» per gli «errori fatti al ministero della Giustizia», il presidente George W. Bush si tira fuori dallo scandalo dei procuratori licenziati per motivi politici e spedisce l’amico ed ex avvocato Alberto Gonzales in Congresso perché calmi l’insurrezione dei parlamentari che lo vorrebbero mandare a casa.
«Sono stati fatti errori. Francamente non sono contento», ha detto il presidente in una conferenza stampa in Messico, in cui ha peraltro ribadito una fiducia di facciata a Gonzales.
Alcuni degli otto procuratori rimossi in quella che ora i democratici chiamano una «purga» orchestrata dalla Casa Bianca sostengono di esser stati fatti fuori per non aver accettato le pressioni politiche di indagare su personalità democratiche prima delle elezioni di Midterm.
Bush ha ammesso ieri di aver ricevuto lamentele di parlamentari repubblicani a proposito di procuratori, ma di non aver mai «fatto un singolo caso, o parlato con Gonzales di singoli casi». Il presidente ha ribadito che è prerogativa della Casa Bianca licenziare i procuratori federali, cariche di nomina politica che la presidenza degli Stati Uniti elargisce spesso in cambio dell’appoggio elettorale.