Caso Raciti, arrestati 13 ultras del Catania

Gli investigatori sono partiti dagli scontri del 2 febbraio 2007. Smantellato il gruppo ultras Anr, 13 persone compreso il capo "Koala". Progettava attacchi mirati alle forze dell'ordine

Catania - Investigatori della Digos della questura di Catania stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 13 tifosi etnei appartenenti al gruppo ultras associazione non riconosciuta (Anr) per associazione per delinquere, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali, porto di armi improprie e di materiale esplodente. Tra gli arrestati c’è anche il capo del gruppo Giovanni Rira Galvagna, di 28 anni, detto "Koala", già indagato per gli scontri del 2 febbraio 2007 durante il derby Catania-Palermo, in cui rimase ucciso l’ispettore di polizia Filippo Raciti. Gli indagati sono tutti estranei al delitto e l’inchiesta si occupa di altri episodi di aggressione di ultras a forze dell’ordine. L’operazione è stata denominata "No stop" perchè partita dopo i tragici fatti del 2 febbraio del 2007.

Tifosi caldi Gli investigatori della Digos hanno messo sotto controllo le tifoserie più "agitate" del Catania con intercettazioni ambientali e pedinamenti. Sarebbe emerso, secondo la tesi della procura della Repubblica, che il gruppo Anr agiva "per turbare l’ordine pubblico" e aveva come obiettivo di "compiere atti di violenza contro le forze dell’ordine". Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal gip Antonino Fallone, su richiesta del procuratore aggiunto Renato Papa e dei sostituti Bonomo, De Simone e Sorrentino.