Il caso Rocca Cencia in Campidoglio

Interrogazione comunale su Rocca Cencia. È stata presentata venerdì dal consigliere della lista civica «Alemanno sindaco» Antonino Torre. Un’interrogazione che prende le mosse dall’inchiesta del Giornale e che chiede alla nuova Giunta di sapere se «le modalità di assegnazione alla Urbe Uno siano rispettose dei dettati di legge», «per quali motivi l’affidamento sia stato fatto a trattativa privata e in presenza di una sola offerta, senza che altri siano stati interpellati», e infine «come mai, malgrado l’importo dell’appalto sia di molto eccedente la cifra consentita non si sia ricorso alle procedure di appalto pubblico a tutela degli interessi pubblici e peraltro in presenza di una sola offerta si sia ricorso a procedura negoziata a trattativa privata».
Adesso il sindaco avrà un mese per chiarire la situazione della gestione di Rocca Cencia. Per stabilire se la gestione dell’Ama di Hermanin e Eramo sia stata trasparente. E se, particolare non trascurabile, le ditte di Cerroni (non solo la Sorain-Cecchini che gestisce, tra l’altro, la discarica di Malagrotta) abbiano una sorta di monopolio sul trattamento dei rifiuti nella nostra regione.
«Per il momento seguo la strada istituzionale - ha commentato Torre - per questo l’altro giorno ho presentato l'interrogazione all’ufficio di presidenza. Se però la storia così come è stata raccontata dal Giornale, dovesse venire confermata e la giunta non intendesse intervenire per cambiare le cose, io andrò avanti per altre strade. Mi basterà cambiare qualche parola ed ho già pronto l’esposto-denuncia da presentare alla Procura della Repubblica».
La vicenda di Rocca-Cencia, dunque, sembra solo all’inizio. «L’Italia, purtroppo, è il paese in cui nessuno sconta i propri errori - conclude Torre -. È ora che i responsabili inizino a pagare in prima persona i danni provocati ai contribuenti».
Intanto va rivelato il perché della creazione della società «Urbe Uno» tre anni prima dell’effettiva presa in carico del lavoro. Cerroni ha voluto, semplicemente, cercare di rispettare i termini di legge. Agli articoli 41 e 42 del decreto legislativo 163 del 2006 che regola gli appalti pubblici, infatti, si fa esplicito riferimento, per le ditte che concorrono, ad almeno tre anni di attività. Peccato, però, che queste, per partecipare all'appalto, in questo lasso di tempo avrebbe dovuto operare appunto. E invece, almeno da quanto si legge nell’oggetto sociale della «Urbe Uno», questo non è possibile visto che si tratta di «attività da svolgersi esclusivamente nell’impianto di selezione e trattamento di Rifiuti Solidi Urbani con produzione di Combustibile derivato da Rifiuti (Cdr) di Rocca Cencia in Roma». Insomma un altro pasticcio su cui, adesso, dovrà pronunciarsi il sindaco Alemanno.