Caso Ruby, dalla procura tutto come previsto"Rinvio a giudizio per Fede, Mora e Minetti"

Inoltrata al gup Maria Grazia Domanico la richiesta di rinvio a giudizio per la consigliera regionale del Pdl, il direttore del Tg4 e l'agente televisivo. Secondo la procura sarebbero responsabili di di induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. Bruti Liberati e il caso del cellulare di Fede: "Solo un errore di trascrizione"

Emilio Fede in aula testimonia al processo Ruby

Milano - Dritti alla meta. Per portare alla sbarra, dopo il Cavaliere, anche i suoi co-imputati nel Rubygate. Tutto come previsto. La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora con l’accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile per il caso Ruby. La richiesta è stata inoltrata al gup Maria Grazia Domanico.

L'inchiesta La richiesta di rinvio a giudizio ricalca l’avviso di conclusione delle indagini. I tre indagati sono dunque accusati di concorso in induzione e favoreggiamento della prostituzione di 32 ragazze commessa a Milano e altrove dagli inizi del 2009 al gennaio 2011 e di concorso nell’induzione e favoreggiamento della prostituzione di Karima El Mahrough commessa a Milano e altrove dal settembre 2009 fino al maggio 2010, quando la marocchina era minorenne: ha compiuto 17 anni il primo novembre 2010. La richiesta di rinvio a giudizio, di 36 pagine, è stata inoltrata all’ufficio del giudice Domanico che ora dovrà fissare una data per l’udienza preliminare che sarà comunicata anche alle presunte parti offese perché possono decidere se costituirsi parte civile contro gli indagati.

La vicenda Ruby Nell’ipotesi accusatoria la Minetti, Fede e Mora avrebbero "adescato" Ruby a 16 anni, nel settembre del 2009, dopo il concorso di bellezza in Sicilia, a Taormina, dove la giovane marocchina era concorrente e il direttore del Tg4 era uno dei giurati. Ruby, secondo l’accusa, per 13 volte tra il 14 febbraio 2010 e il 1 maggio 2010 sarebbe stata pagata in cambio di "atti sessuali" con Berlusconi, che è già a processo accusato di concussione e prostituzione minorile (prossima udienza fissata per il 31 maggio). Inoltre, secondo l’accusa, i tre imputati avrebbero "arruolato" 33 giovani per le feste nella villa del premier ad Arcore "articolate" in tre fasi: una cena, poi il "bunga-bunga" composto da "spogliarelli e balletti erotici" e la terza fase che sarebbe consistita nella scelta da parte del premier "di una o più ragazze con cui intrattenersi nella notte in rapporti intimi". Alle giovani che partecipavano alle feste, stando alle indagini, venivano dati soldi e altre regalie.

Il cellulare di Fede Charisce che si è trattato di un errore di trascrizione di una copia informale degli atti, quello che ha portato a confondere l’utenza di Lele Mora con quealla di Fede, il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati. "L’errore c’è, ma si trova in una trascrizione di lavoro del tabulato - spiega -. L’informatriva su cui abbiamo lavorato e che è stata trasmessa è sempre stata giusta".

Il giornalista: "Ovvio..." Nessuna sorpresa per Fede. Il direttore del Tg 4 per il quale la proura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio nell’abito della vicenda Ruby in cui risulta indagato insieme a Lele Mora e Nicole Minetti, spiga che "non c’è nulla di nuovo" e che la richiesta della procura "era scontata e tutto è logico. Sono otto, nove mesi - ha detto Fede - che la procura si occupa delle cene di Arcore, non poteva smentire se stessa. La richiesta di rinvio a giudizio sarà probabilmente accettata dal giudice perché nessuno smentirà l’altro. L’unica speranza è il tribunale".

Le telefonate del premier Le intercettazioni indirette dell’inchiesta sul caso Ruby tra Silvio Berlusconi e alcune giovani, tra cui Minetti, non sono ancora state depositate alle difese della stessa Minetti, di Fede e Mora. Lo ha spiegato il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati che oggi, con un comunicato stampa, ha dato notizia che è stata inviata la richiesta di rinvio a giudizio per il consigliere regionale lombardo, l’agente dei vip e per il direttore del Tg4. Le intercettazioni indirette tra le ragazze e il premier erano state depositate alla difesa di Berlusconi e la procura aveva spiegato che la trascrizione di quelle telefonate, che riguardavano anche il parlamentare Berlusconi, era stata disposta per chiedere una proroga a effettuare le intercettazioni. Riguardo al deposito delle trascrizioni delle intercettazioni che riguardano il premier alle difese di Minetti, Mora e Fede, Bruti Liberati ha chiarito che "il procedimento di trascrizione e stralcio può essere fatto fino all’udienza preliminare o al dibattimento e tutte le telefonate, comprese quelle che riguardano Berlusconi, possono essere depositate fino all’udienza preliminare o al dibattimento". L’orientamento della procura comunque, ha aggiunto Bruti Liberati, è di depositarle ai legali "il prima possibile, finiti tutti gli adempimenti".