Caso Sandri, il governo sospende dal servizio l'agente Spaccarotella

Il sottosegretario all'Interno Mantovano annuncia la decisione ufficiale, che risale a due giorni fa. Sospeso l'agente che sparò al tifoso laziale. "Tecnicamente impossibile farlo prima, doveva iniziare il procedimento giudiziario"

Roma - Sospeso dal servizio l'agente Luigi Spaccarotella. È stato sospeso dal servizio l’agente di polizia rinviato a giudizio per l’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri, l’11 novembre 2007, nell’area di servizio di Badia Al Pino, sull’A1. Lo ha detto il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, nel corso della registrazione della trasmissione Otto e mezzo su La7. La sospensione dal servizio dell’agente risale a due giorni fa. "Non è stato possibile tecnicamente farlo prima - ha spiegato Mantovano - in quanto, sulla base di una consolidata giurisprudenza del Consiglio di Stato, basta che sia iniziato un procedimento giudiziario perché non sia possibile intervenire con un provvedimento disciplinare. Ora - ha aggiunto - le indagini sono chiuse, è stato disposto il rinvio a giudizio dell’agente per un reato grave e ciò ha permesso al dipartimento di pubblica sicurezza di disporre la sospensione dal servizio di Spaccarotella".

Protestano i legali "È molto grave che una notizia di questa importanza venga appresa dall’interessato attraverso i media. Se la circostanza corrisponde al vero, senz’altro il provvedimento, che si considera ingiusto, verrà impugnato nelle sedi opportune". È il commento degli avvocati Federico Bagattini e Francesco Molino, difensori di Spaccarotella, alla notizia della sospensione dell’agente dal servizio.

Soddisfatta la famiglia I familiari di Gabriele Sandri da tempo chiedevano che l’agente venisse sospeso. Il 16 gennaio, al termine dell’udienza preliminare, davanti al tribunale di Arezzo, il padre di Gabriele, Giorgio, disse di auspicare "che quanto meno venga preso un provvedimento disciplinare su Spaccarotella e venga allontanato dalla polizia". Il figlio Cristiano spiegò che "non è una questione automatica, ma una questione tecnica. Sarebbe ora che aprissero almeno un procedimento di sospensione. A giugno scorso è stata fatta un’interrogazione e non ho avuto risposta. Speriamo che ci sia una risposa del ministero dell’Interno: mi sembra incredibile che per un fatto del genere non sia ancora stato aperto un procedimento".