Caso sicurezza, prefetto e questore stanno col sindaco: ordinanze efficaci

La sinistra vuole revocare le misure adottate per contrastare la
microcriminalità. Il messaggio dei titolari dell’ordine pubblico: "Sono
uno strumento che funziona"

Il candidato sindaco del Pd ha le idee chiare, a Milano «è cresciuta la paura e non la sicurezza». Per restituire il sonno ai milanesi (a quanto pare) per Giuliano Pisapia «la prima cosa da fare, per dare subito un segno di cambiamento - scrive a pagina 23 del suo programma elettorale - è la revoca delle ordinanze inutili e dannose per il clima nei quartieri e per le attività economiche». Quelle stesse ordinanze, per dire, che sono uno strumento normativo lodato ieri mattina sul palco del Teatro Dal Verme, dove si è svolta la festa della polizia, dal questore Alessandro Marangoni. Il quale ha sottolineato la collaborazione utile tra agenti e polizia locale anche nelle operazioni investigative e di sicurezza. Un binomio che funziona, anche secondo il prefetto Gian Valerio Lombardi. Che pure come il questore ha ammesso che «le ordinanze sono uno strumento indubbiamente utile» e l’impegno dei ghisa non solo nella gestione del traffico ma come appoggio ad alcune attività di polizia e carabinieri «in questi anni ha dato buoni risultati». Peccato che in caso di vittoria di Pisapia, i vigili dovranno abbandonare i blitz anti-contraffazione nei quartieri cinesi o le operazioni per sgomberare i campi rom abusivi (più di 500 in quattro anni) e tornare a manovrare solo la vecchia paletta bianca e rossa per dirigere il traffico. A pagina 27 del programma, infatti, anticipa che «vanno ridefiniti i compiti della polizia locale, sgravandola di tutti i compiti di pubblica sicurezza che le sono stati attribuiti in questi ultimi anni». La Moratti invece difende le scelte del primo mandato, dalle ordinanze anti-lucciole a quella per combattere lo spaccio di droga e l’abuso di alcol, specialmente tra i giovani. E sostiene che «i nostri vigili si meritano di più». Droga e violenze «hanno registrato un calo in città - ribadisce il sindaco riprendendo il dati illustrati da Marangoni - e anche il questore ha sottolineato l’importanza di una stretta collaborazione tra vigili e polizia. Idem le ordinanze, uno strumento efficace nella lotta alla criminalità». Ma ricordo anche gli investimenti del Comune sulla sicurezza, dalla videosorveglianza a una sala controllo all’avanguardia nella centrale dei vigili di piazza Beccaria, alla nuova illuminazione della città. Il ministro Ignazio La Russa al Dal Verme ha posto una domanda a distanza a Pisapia: «Visto che la sinistra ci accusava di militarizzare i quartieri, se diventerà sindaco i soldati potranno ancora pattugliare, ad esempio, la zona della stazione Centrale dove le violenze contro le donne si sono azzerate? Non mi sembra che la città abbia paura delle divise, casomai ce l’hanno i ladri, gli aggressori. E forse qualche personaggio di estrema sinistra (leggi i centri sociali, ndr) che sostengono la coalizione di Pisapia».
Il sindaco Moratti è tornata a chiedere un confronto tv con l’avversario «sui programmi, perchè è necessario per i cittadini poter scegliere conoscendo le differenze. E’ un loro diritto. Ma lui scappa». E poichè ha promesso una giunta libera da spartizioni partitiche, «ma è sostenuto dal partito di Vendola, di Di Pietro, dai centri sociali», lo sfida ad «annunciare la sua squadra prima del ballottaggio».