Caso «Silvius», bufera sul liceo E il preside dà la colpa al web

La versione sembra un plagio di «Res Publica» e le scuse della professoressa, e del preside, non servono a evitare un brutto voto. La scuola di Stato sbeffeggia il premier, il resto sono sofismi. Dopo che il Giornale ha pubblicato la notizia che in un liceo di Trani era stata assegnata una versione di latino sul lodo Alfano e le vicende giudiziarie del Cavaliere è scoppiata la bagarre e ovviamente la rincorsa alle spiegazioni. Offendere il premier? No, solo didattica. Purtroppo, tanto, troppo, politica.
Il preside dello scientifico Vecchi, Luciano Gigante, ha convocato un consiglio d’istituto straordinario per poi spiegare ufficialmente la scelta della professoressa Angela Di Nanni. Prima di tutto Gigante scarica la responsabilità sul sito internet Ephemeris dal quale la versione era stata presa. «Il testo riguardante Berlusconi non è stato pensato, creato o redatto dalla mia insegnante ma si trova su un sito internet molto frequentato dai latinisti - spiega il preside -. I ragazzi mi hanno detto che avevano già tradotto anche un articolo sulla morte di Michael Jackson, trovandolo più interessante». Gigante giudica tutta la vicenda «una tempesta in un bicchier d’acqua» aggiungendo che con quella scelta la docente voleva soltanto «tentare di creare nei ragazzi riottosi alla lingua latina un interesse maggiore». La professoressa Di Nanni annuncia querele per il Giornale perché, dice, «sono stata diffamata». Ammette di essere una militante sì ma «della parrocchia di San Giuseppe, da 25 anni» e non certamente un’antiberlusconiana, precisando di aver tolto pure il nome del premier dalla versione data da tradurre ai ragazzi.
L’autore della versione, Ermanno Pizzotti, rivendica con orgoglio la sua collaborazione con il sito Ephemeris, fondato da un polacco. «È un notiziario quotidiano sul quale passano tutti i generi di articoli: cronaca, politica, spettacoli - dice Pizzotti -. Scritto da collaboratori appassionati di latino: tedeschi, francesi, spagnoli ma anche americani e canadesi». Ma Andrea Del Ponte, professore di latino e assiduo frequentatore del sito, fa notare che «di politica italiana di occupa anche un tal Tomo Pekkanen che farebbe un figurone accanto a Santoro e Travaglio perché si è scelto come argomento monotematico la demolizione di Silvio». E a sostegno della sua tesi cita un articolo dove al premier viene attribuito un attacco «di estrema violenza» contro i giornali e gli altri organi d’informazione.
Per Gabriella Carlucci (Pdl), vicepresidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia «è una vergogna che si usi la cattedra per fare propaganda politica e per dileggiare e offendere il presidente del Consiglio». La Carlucci annuncia anche un’interrogazione al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, per eventuali richiami disciplinari nei confronti della docente.